Non c’è solo il problema del precariato che coinvolge docenti e personale ata nel mondo dell’istruzione in Italia. Il dilemma della mancata stabilizzazione affligge anche gli educatori. Se i docenti in questo periodo si lamentano dei troppi concorsi scuola in sequenza, con o due Pnnr già banditi e il terzo Pnrr che verrà bandito entro fine anno, per gli educatori c’è il problema opposto, con l’assenza di procedure selettive addirittura dal 2000.
Le strategie
Non solo: c’è il problema di uno agli educatori non vengono riconosciuti diritti come la Carta del docente. Fanno eccezione coloro i quali hanno deciso di procedere autonomamente per il riconoscimento di questo diritto, vale a dire coloro i quali hanno provveduto a presentare ricorso al giudice, avendo anche ragione.
E poi c’è la questione dei pochi insegnanti di sostegno per il pomeriggio. Ne parla definendolo “un problema grave”, l’Associazione Anies a Orizzonte Scuola, spiegando che non c’è altra soluzione se non quella di prendere accordi id volta in volta con la famiglia dello studente con disabilità in modo da ottenere interventi con cooperative o con un orario ridotto. Cosa però che non può garantire un servizio ottimale nei confronti degli studenti che necessitano di ore di lezione di sostegno.
Le criticità
Niente da fare anche per quel che concerne il diritto, negato agli educatori, di fare da mentor e da tutor. Eppure nell’attività di mentoring è compresa, sottoforma di unione tra l’attività didattica degli alunni e la loro vita personale, familiare e sociale.
L’associazione chiede di incrementare la presenza sul territorio nazionale degli educatori. Come si può fare? La priorità è trovare un modo per aumentare il numero degli iscritti complessivo.
Questo consentirebbe di innescare un circolo virtuoso, che non può però prescindere dai finanziamenti.