Tfa sostegno 2026: in arrivo XI ciclo con bando in primavera con posti autorizzati, requisiti e prove

L’attenzione nei confronti del sostegno negli ultimi tempi è innegabile, anche se a volte assume forme non proprio gradite ai docenti e al mondo dei sindacati. È il caso della conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie e dei cicli Indire per la specializzazione abbreviata sul sostegno, in procinto di partire con il secondo ciclo.

L’attenzione al sostegno

Di positivo, per il mondo del sostegno, c’è la proroga dello scorrimento della prima fascia GPS che insieme alla mini call veloce rappresenta una forma di doppio canale di reclutamento, seppur molto limitata per quel che riguarda il numero di posti disponibili (quest’anno anche subordinata agli elenchi regionali per il ruolo, quindi probabilmente con ancora meno posti a disposizione).

Il punto fermo per il mondo del sostegno è rappresentato dal TFA, che insieme ai corsi Indire rappresenta un doppio canale di specializzazione sul sostegno che rischia nei prossimi anni di proporre molti più docenti specializzati di quanti potranno trovare posto. In tutto ciò resta in piedi l’equivoco, o la poca coerenza secondo molti, rappresentata dal fatto che mentre si cerca di specializzare un gran numero di docenti, si consente la conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie anche a chi il titolo non ce l’ha e si tengono in piedi le graduatorie incrociate.

Bando in tarda primavera

Se il secondo ciclo Indire è in fase di avvio, già si pensa al TFA XI ciclo, che il ministero dovrebbe bandire alla fine della primavera in modo da consentire alle singole università di organizzare tutta la procedura prevista per legge.

L’attesa per il decreto è rappresentata dalla curiosità di conoscere il numero dei posti autorizzati per ogni singola università e i requisiti necessari per accedere. Nel decreto saranno elencati anche struttura e modalità delle prove di accesso.