Il prossimo anno scolastico sarà caratterizzato dalla disponibilità, da parte delle scuole italiane, di un altissimo numero di specializzati, probabilmente senza precedenti. Merito (o colpa, secondo i punti di vista) del progetto del ministro Valditara di inserire i Corsi Indire per la specializzazione sul sostegno a fianco del decimo ciclo del Tfa.
Corsi in primavera
I due percorsi molto diversi tra loro, ed è questa la motivazione principale delle critiche da parte dei detrattori, dovrebbero partire in parallelo. Il periodo temporale più accreditato per l’avvio di questi percorsi è la primavera. Se per il Tfa decimo ciclo ci sono pochi dubbi circa il suo avvio, più perplessità circa la possibilità che venga rispettata la tempistica riguarda i Corsi Indire, considerato che ancora mancano i decreti che sanciscano in maniera definitiva le loro caratteristiche.
Ma già molto si sa di questi nuovi percorsi di specializzazione previsti dal decreto scuola e sport approvato la scorsa estate.
I requisiti di partecipazione
Sono stati introdotti dall’articolo 6 della Legge 106/2024 di conversione del DL 71/2024. Comportano l’obbligo di ottenere almeno 30 CFU entro il 31 dicembre 2025. Potranno partecipare i docenti che possono vantare servizio su posti di sostegno per almeno tre anni scolastici, anche non consecutivi, nei cinque anni precedenti, nelle scuole statali o paritarie, nello stesso grado di istruzione.
Via libera anche ai docenti che hanno conseguito all’estero un titolo per il sostegno, purché alla data di entrata in vigore del DL 71/2024, abbiano completato un percorso di sostegno presso un’università estera accreditata o altro organismo autorizzato nel Paese di origine e sono ancora in attesa del riconoscimento in Italia, rinunciando al contenzioso in atto.
L’obiettivo dei Corsi Indire sarà quello di formare 50 mila insegnanti.
