Paura a Roma, a Monteverde: una donna si è presentata come babysitter con una foto sul telefono per ritirare una bimba di tre anni. Le insegnanti hanno verificato: nessuna delega.
Donna si presenta a scuola con una foto sul telefono
Scampato pericolo in una scuola dell’Infanzia di Roma, nel quartiere Monteverde, dove mercoledì 11 febbraio una donna si è presentata all’ingresso sostenendo di dover prelevare una bambina di tre anni. La donna, che parlava un italiano incerto, si sarebbe qualificata come babysitter e avrebbe mostrato sul cellulare la fotografia della piccola, affermando di essere stata incaricata dai genitori di accompagnarla a casa.
Secondo quanto ricostruito, la foto potrebbe essere stata reperita online, forse attraverso i social. La richiesta, però, ha insospettito il personale scolastico, che non ha proceduto alla consegna della bambina e ha avviato le verifiche previste in questi casi.
Nessuna delega e conferma dei genitori: scatta l’allarme
Gli operatori della scuola hanno controllato le deleghe depositate dalla famiglia, accertando che la donna non risultava autorizzata al ritiro. Nel frattempo, la stessa si sarebbe allontanata e fatta perdere. A quel punto sono stati contattati i genitori, che hanno confermato di non aver incaricato nessuno di prelevare la figlia.
L’episodio, che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime, è stato quindi bloccato grazie alla prudenza del personale scolastico e al rispetto delle procedure di identificazione e consegna dei minori.
Valditara: “Bene le insegnanti, ora si accertino responsabilità e motivazioni”
Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: “Mi congratulo con le insegnanti per la prontezza e il grande senso di responsabilità dimostrati in occasione del tentato rapimento”.
Il ministro ha inoltre richiamato le regole già previste: “La normativa vigente – ha ricordato il titolare del Mim – esclude la possibilità di uscita autonoma in particolare per i bambini frequentanti le scuole dell’infanzia che vanno sempre riconsegnati ai genitori o a chi è da questi delegato. Bene hanno fatto anche le dirigenti delle contigue scuole statali a ricordare a docenti e famiglie le regole vigenti. È importante accertare ora i responsabili del gravissimo atto e le sue motivazioni”.