Corsi Indire sostegno: secondo ciclo per gli esclusi, priorità ad anni di servizio ed età anagrafica

Pur essendo caratterizzati da una genesi particolarmente complicata, i Corsi sostegno INDIRE si avviano al loro debutto nel mondo della formazione scolastica, in particolare per il sostegno. Se per il Tfa l’avvio è più vicino e meno contraddistinto da difficoltà, per i Corsi Indire mancano ancora una serie di passaggi burocratici che ne stanno ritardando l’inizio.

I decreti attuativi

Con inevitabili ripercussioni sulle tempistiche, soprattutto in vista del prossimo anno scolastico. Il prossimo passaggio, dopo la costituzione dell’Osservatorio, è la pubblicazione dei Decreti Attuativi da parte del Ministero. L’ottimismo del presidente Indire in base al quale i corsi sarebbero partiti a metà aprile sembra sempre meno credibile.

In ogni caso, pur essendoci molti detrattori di questa nuova formula semplificata di accesso alla specializzazione, fanno da contraltare i moltissimi docenti con tre anni di servizio o specializzazione all’estero ansiosi di sfruttare l’occasione. Talmente tanti, che alcuni potrebbero rimanere esclusi dai percorsi. E così quando ancora deve partire il primo ciclo, già si pensa a un secondo, che potrebbe partire a stretto giro di posta.

La precedenza

Ne sapremo di più con la pubblicazione dei Decreti Attuativi, che sanciranno dettagli importanti circa l’organizzazione di corsi stessi, anche in ottica futura. La platea di docenti interessati è stimata in 57 mila. Ma la richiesta potrebbe essere anche superiore.
Questo comporterà le necessità di graduatorie per stabilire la precedenza che dovrebbe essere assicurata a chi ha svolto più anni di servizio sul sostegno e in base all’età anagrafica.

Ci sono poi i docenti in attesa di maturare i requisiti, soprattutto coloro che perfezioneranno la terza annualità proprio in quest’anno scolastico 2024/25 ancora in corso. Ma non potrà valere, così come ci sono coloro i quali non rientrano nel requisito dei 120 giorni necessari per l’accesso riservato a chi ha conseguito un titolo di specializzazione all’estero. Per questo il ministero potrebbe avere in cantiere già un secondo ciclo.

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