Ancora tutto tace in merito all’avvio dei corsi INDIRE pensati dal ministero per consentire la specializzazione di un maggior numero di insegnanti rispetto a quello che consente di fare il Tfa. Potranno partecipare, tra mille polemiche, i docenti che hanno conseguito il titolo di specializzazione su sostegno all’estero e quelli con tre anni di servizio.
Gli specializzati all’estero
Le critiche maggiori riguardano soprattutto l’inclusione dei docenti specializzati all’estero, in particolare da parte di docenti appartenenti al Coordinamento Insegnanti Per l’Inclusione. Il riconoscere alcuni titoli ottenuti all’estero e consentire che costituiscano una scorciatoia per ottenere la specializzazione con meno fatica rispetto al percorso necessario con il Tfa, è oggetto di polemiche.
La scelta del Ministero dell’Istruzione e del Merito di consentire l’accesso anche a chi negli ultimi anni a fatto richiesta di riconoscimento di titoli esteri, va letta anche nell’ottica di smaltire le tante questioni che intasano il lavoro della Giustizia amministrativa, sia di primo grado che di appello.
Per questo a breve potranno partecipare ai Corsi Indire anche i docenti specializzati all’estero che in questo modo potranno ottenere l’equiparazione del titolo con quelli rilasciati in Italia.
Una decisione che ha scatenato il malcontento di quanti invece hanno frequentato i corsi universitari di specializzazione per le attività di sostegno (TFA), ritenendoli molto più complessi, oltre che costosi.
Il Tfa ordinario
Va detto che i titoli rilasciati al termine di questi corsi INDIRE avranno validità esclusivamente nel sistema scolastico italiano. Quello che non va giù è che avranno lo stesso valore del TFA Ordinario nelle graduatorie scolastiche.
Secondo i detrattori di questa politica, si rischiano ingiustizie e danni nei confronti degli studenti, in virtù di una formazione che potrebbe avere due velocità.
I corsi INDIRE, lo ricordiamo saranno soprattutto online e non prevedono un tirocinio diretto presso le scuole, per chi ha tre anni di servizio sul sostegno (art. 6 del D.L. 71/2024). Chi ha conseguito un titolo di specializzazione sul sostegno all’estero non sarà sottoposto né a selezione né a verifica degli anni di servizio. La chiave sarà la rinuncia al ricorso per il procedimento di riconoscimento del titolo estero (art. 7 del D.L. 71/2024).
Le richieste per le assunzioni
In attesa dell’avvio dei Corsi Indire, la richiesta nei confronti del ministero è di fare in modo che queste nuove specializzazioni conferiscano punteggi diversi all’interno delle graduatorie, mantenendo per le assunzioni priorità agli specializzati TFA Ordinario, pensando anche ad assunzioni prioritarie degli specializzati con TFA Ordinario e inserimento in coda alla prima fascia delle GPS per i futuri corsisti INDIRE.
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