Corsi Indire: servirebbero almeno 120 cfu per specializzarsi, anche per il secondo ciclo di istruzione, esperti scrivono al ministero

Un gruppo di oltre 200 professionisti tra composto da accademici, docenti, esperti del settore e membri dei CTS (Centri Territoriali di Supporto) solleva nuovi dubbi sulla validità dei Corsi Indire per la specializzazione abbreviata sul sostegno rivolta a insegnanti con tre anni di esperienza o abilitati all’estero.

I dubbi

I dubbi sono contenuti in un messaggio indirizzato al Ministro dell’Istruzione e del Merito affinché si rifletta su una serie di criticità. Il primo dubbio riguarda il numero di crediti richiesti per specializzarsi, ritenuti pochi in confronto a quanto già previsto dal Decreto Legislativo 66/17, che indica l’obbligatorietà per i docenti dell’infanzia e della primaria di conseguire almeno 120 CFU. Numero di crediti che in molti ritengono dovrebbero essere richiesti anche al secondo ciclo di istruzione.

Non convince nemmeno la scelta dell’INDIRE come ente formatore. Dubbi anche sulla validità del titolo di specializzazione ottenuto all’estero, considerato che coinvolge sistemi scolastici che non prevedono l’inclusione, ma l’inserimento in scuole speciali.

Il Ministero dovrà rispondere anche sul numero di posti previsto per il sostegno nella scuola secondaria. I numeri che sono filtrati finora vengono ritenuti assolutamente insufficiente rispetto alla situazione delle graduatorie provinciali esaurite, senza considerare che stanno per specializzarsi nuovi docenti tramite Tfa.

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