Aumento stipendio docenti: bisognerà togliere la vacanza contrattuale

Dalla Uil Scuola Rua l’invito a guardare oltre le medie: aumenti legati alla posizione individuale e arretrati da ricalcolare al netto dell’indennità già percepita.

Aumenti diversi per ogni lavoratore

Il rappresentante della Uil Scuola Rua, Francesco Sciandrone, intervenuto a Orizzonte Scuola, ha chiarito alcuni aspetti inerenti il recente rinnovo di contratto scuola relativo alla parte economica (della parte normativa si inizierà a parlare da inizio maggio, con il tema dei buoni pasto protagonista). Secondo il rappresentante sindacale, le cifre medie diffuse non rappresentano la reale situazione dei singoli lavoratori.

“Lasciate perdere quello che si dice in media centotrenta, centoquaranta, centodieci, perché sono tutte cose che poi vanno sviluppate in base a quella che è la propria posizione economica”.

Gli incrementi, infatti, non sono uniformi ma dipendono da diversi fattori, tra cui il profilo professionale, la fascia stipendiale e gli anni di servizio maturati.

Tre anni di contratto e voci accessorie

Il rinnovo copre il triennio 2025-2027, con una struttura degli aumenti distribuita nel tempo. Per i primi due anni entrano in gioco gli incrementi tabellari previsti dalle tabelle contrattuali, mentre dal 1° gennaio 2027 si aggiungono anche adeguamenti su alcune voci accessorie.

Tra queste figurano la Retribuzione professionale docenti (RPD), il Compenso individuale accessorio (CIA) per il personale ATA e l’indennità di amministrazione fissa.

Arretrati da ricalcolare

Sul tema degli arretrati, Sciandrone chiarisce che gli importi non coincidono con l’intero aumento teorico. “Sugli arretrati dobbiamo togliere la vacanza contrattuale del 2025 che è stata corrisposta”.

Il meccanismo riguarda sia il 2025 sia la parte del 2026 già coperta da questa indennità, con la conseguenza che le somme effettivamente percepite risultano inferiori rispetto alle cifre lorde indicate.

Sciandrone ha sottolineato che i valori devono essere letti al lordo degli stipendi, dal momento che il netto varia in base a fattori individuali come tassazione e contributi previdenziali.

FAQ

1. Gli aumenti di stipendio sono uguali per tutti i docenti e ATA?
No, variano in base a profilo professionale, anzianità di servizio e fascia stipendiale.

2. Perché non bisogna considerare solo gli aumenti medi?
Perché le cifre medie non riflettono la situazione reale dei singoli lavoratori, che può essere molto diversa.

3. Come sono distribuiti gli aumenti nel contratto 2025-2027?
Sono suddivisi nel triennio, con incrementi tabellari iniziali e aggiunta di voci accessorie dal 2027.

4. Gli arretrati corrispondono all’intero aumento previsto?
No, perché va sottratta l’indennità di vacanza contrattuale già percepita nel 2025 e parte del 2026.

5. Il netto in busta paga sarà uguale per tutti?
No, dipende da tassazione e contributi, quindi varia da persona a persona.