Firmata la parte economica del contratto 2025-2027: il ministro parla di risultato senza precedenti e annuncia risorse già pronte per il rinnovo 2028-2030.
Contratto 2025-2027, gli aumenti annunciati
Il ministro Giuseppe Valditara ha rivendicato la firma della parte economica del nuovo contratto scuola per il triennio 2025-2027, definendola un passaggio significativo per il settore. La firma sull’ipotesi di contratto dovrà ora essere ufficializzata con la firma definitiva, attesa a giugno, in modo che aumenti e arretrati possano essere erogati già nel mese di luglio. Sarà una corsa contro il tempo per rispettare le tempistiche e garantire un sostegno economico prima del periodo estivo.
Secondo quanto dichiarato dal ministro, gli incrementi medi si attesterebbero intorno ai 412 euro mensili per i docenti e oltre i 300 euro per il personale ATA. Il ministro ha sottolineato come, a suo giudizio, si tratti di un risultato senza precedenti nella recente storia contrattuale del comparto.
Stop ai blocchi contrattuali
Nel suo intervento, Valditara ha richiamato il tema del blocco dei contratti che ha caratterizzato gli anni precedenti, evidenziando le conseguenze sul potere d’acquisto dei lavoratori della scuola.
Ha parlato di una perdita significativa accumulata fino al 2022, indicando come obiettivo quello di superare definitivamente questa fase e garantire una maggiore continuità nei rinnovi contrattuali.
Già previste le risorse per il prossimo rinnovo
Guardando al futuro, il ministro ha annunciato che sarebbero già disponibili le risorse per il successivo rinnovo contrattuale, relativo al triennio 2028-2030.
Un’indicazione che punta a dare stabilità al sistema e a evitare ritardi nelle trattative, con l’obiettivo di assicurare una programmazione più regolare degli aggiornamenti economici per il personale scolastico. Gli aumenti rappresentano un segnale importante, ma le cifre restano ancora lontane da quelle che consentirebbero di allineare gli stipendi di docenti e ATA sia alla pubblica amministrazione sia ai livelli europei, soprattutto alla luce dell’aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni.
