A partire dal prossimo anno prenderà il via la possibilità di iscriversi negli elenchi regionali per il ruolo, novità introdotta dal decreto-legge n. 45 del 2025, con l’articolo 2, comma 2, che ha modificato il Testo Unico della scuola. Gli elenchi regionali dovrebbero garantire, nelle intenzioni del legislatore, un più rapido accesso al ruolo per gli idonei dei concorsi scuola.
Iscrizione volontaria
L’iscrizione agli elenchi infatti avverrà su base regionale e volontaria. L’iscrizione sarà consentita agli insegnanti che non sono titolari di contratto a tempo indeterminato né di contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo. Condizione necessaria, aver superato una procedura concorsuale bandita a partire dal 2020, con il punteggio minimo previsto per l’accesso alla prova orale. Fanno parte degli aventi diritto anche i partecipanti ai concorsi Pnrr (1 e 2) e in futuro quelli che stanno partecipando al Pnrr 3. Ricordiamo che al Pnrr 1 si accedeva all’orale raggiungendo allo scritto il punteggio minimo di 70, dal Pnrr 2 non è più sufficiente ma dipende dal punteggio massimo ottenuto nella propria regione e classe di concorso.
Si attingerà per le assunzioni dagli elenchi regionali nel caso in cui risultino esaurite tutte le graduatorie di merito dei concorsi e permangano posti vacanti e disponibili. Non ci sono altre possibilità di assunzione da queste graduatorie, che non sono obbligatorie ne condizionano alla permanenza nella regione in cui è stato superato il concorso. Ogni docente potrà scegliere una regione diversa, anzi potrà essere proprio questa una possibilità maggiore di assunzione, scegliendo destinazioni meno ambite rispetto a quella del concorso, nel caso naturalmente si sia disposti al trasferimento.
Graduatorie di merito lente
Gli elenchi regionali sono stati istituiti per valorizzare il percorso fatto dai docenti nell’ambito del concorso scuola in cui non si è riusciti a rientrare tra i vincitori ma si è dimostrata comunque una buona preparazione raggiungendo il voto minimo richiesta e risultando quindi idonei.
Cono gli elenchi regionali, il ministero punta a agevolare una maggiore mobilità territoriale, tenendo conto delle forti differenze esistenti tra regioni e classi di concorso. Si parre dal presupposto che molte graduatorie di merito sono molto lunghe, ma al tempo stesso ce ne sono altre già esaurite. Chi deciderà di inserirsi in un elenco regionale di un’altra regione potrà ottenere in questo modo un accesso al ruolo più rapido.
L’ordine di assunzione
Gli elenchi regionali formeranno delle graduatorie con un ordine di candidati basato sul criterio cronologico dei concorsi e sul punteggio ottenuto. Nelle prossime settimane verrà emanato il decreto ufficiale che disciplinerà gli elenchi regionali con il dettaglio di tutta la normativa che li regolamenterà.