Altro che riduzione del precariato: supplenti in aumento, il ministero stanzia 250 milioni in più per il 2025

Mentre temi come stabilizzazione dei precari, lotta alla supplentite e doppio canale di reclutamento continuano a essere di attualità, fa riflettere il dato in base al quale il Ministero stanzia 1,4 miliardi di euro per il 2025 per l’aumento delle supplenze brevi docenti e ATA.

Il problema del ritardo nelle supplenze

Un dato in apparente contraddizione con la volontà e la necessità di ridurre i contratti a tempo determinato. Supplenze brevi e temporanee che sono anche caratterizzate dal problema strutturale del ritardo nel pagamento degli stipendi, problema cui il ministero sta provvedendo con una riforma che entrerà a regime da settembre 2026 ma che inizierà a far vedere i suoi effetti già da subito con il saldo previsto entro il 15 dicembre.

Il ministero ha deciso di aumentare le risorse economiche destinate alle supplenze brevi, in particolare, è stato annunciato un aumento dei fondi stanziati.

L’aumento dei fondi stanziati

L’aumento delle risorse fa salire i totale dei fondi disponibili a 1,4 miliardi di euro, il che significa che questo settore dell’istruzione a tempo determinato fa registrare un aumento di 250 milioni in più rispetto all’anno precedente.

Secondo il ministero, è necessaria una crescita costante delle risorse necessarie. Un fenomeno diretta conseguenza della ridotta continuità didattica. Da un lato il ministero che vuole ridurre precariato e supplentite, dall’altro si ha a che fare con molti docenti immessi in ruolo lontano dalla propria residenza che non riescono a completare l’anno scolastico. Questo porta inevitabilmente a un maggiore ricorso alle supplenze.

L’obiettivo è migliorare mobilità e arrivare a una maggiore stabilizzazione del personale in modo da ridurre il ricorso ai supplenti, il tutto alla vigilia della riapertura delle Gps 2026 per le supplenze.