In meno di cinque anni, il personale scolastico italiano ha subito un crollo del reddito reale, perdendo circa 7,5 punti percentuali di potere d’acquisto. Lo dicono i dati comparativi internazionali. La denuncia, nelle settimane del rinnovo contrattuale per la scuola, è Anief.
Insegnanti e personale Ata partono da livelli retributivi tra i più bassi della pubblica amministrazione. Il risultato finale è emblematico quanto drammatico per i diretti interessati: una differenza annua che può arrivare fino a 8.000 euro in meno rispetto ad altri comparti ministeriali. Significa che negli ultimi cinque anni, si è verificata una perdita secca che sfiora i 40.000 euro per lavoratore.
In tutto ciò l’Italia si distingue in negativo per equità intergenerazionale. I lavoratori giovani guadagnano mediamente meno di quelli anziani: una dinamica invertita rispetto al 1995. Non funziona nemmeno la tenuta del sistema scolastico. Anief insiste su temi già noti: lotta alla precarietà diffusa, doppio canale di reclutamento e valorizzazione professionale.
Anief: servono fondi subito nella Legge di Bilancio
L’appello di Anief è quello di attuare un piano di intervento strutturale, a partire dalla prossima Legge di Bilancio, per garantire risorse adeguate agli oltre 1,4 milioni di lavoratori dell’Istruzione e della Ricerca. Uno dei principali obiettivi è la riduzione del divario retributivo di genere. I dati raccontano di una scuola al femminile, con oltre l’80% del personale scolastico composto da donne. Vittime, a scapito di elevata qualificazione, di carichi di stress significativi cui contribuisce il progressivo innalzamento dell’età pensionabile.
Non va meglio per il Personale Ata, considerato che i collaboratori scolastici percepiscono stipendi di poco superiori al reddito minimo, assistenti amministrativi sottopagati rispetto ai colleghi degli enti locali e privi di diritti ormai comuni in altri comparti pubblici, come buoni pasto, smart working, settimana corta e indennità per videoterminalisti. Proprio i buoni pasto saranno la cartina di tornasole della possibilità di giungere a un accordo a breve, altrimenti si rischia di andare allo scontro e ritardare il rinnovo del contratto.