Nuove modalità di reclutamento docenti: valgono solo per i concorsi banditi dal 2023 e per un periodo di tre anni dalla pubblicazione delle graduatorie

Il disegno di legge di conversione del decreto 45/2025, chiamato anche “decreto scuola”, è in attesa di approvazione alla Camera. C’è tempo fino all’8 giugno. Tra le tante novità, ci sono nuove modalità di reclutamento del personale docente che riguardano in particolare chi ha partecipato ai concorsi Pnrr risultando idoneo non vincitore.

Incluso anche il Pnrr 3?

L’obiettivo del decreto è integrare i meccanismi di reclutamento mediante misure apposite per gli idonei che hanno partecipato ai concorsi banditi dal 2023. Ne fanno parte dunque il Pnrr1 e il Pnrr2, ma è molto probabile poi che si pensi a un’estensione anche per chi parteciperà e risulterà idoneo al Pnrr3, ultimo concorso che verrà bandito entro fine anno nell’ambito degli accordi con l’Ue per l’assunzione di insegnanti.

Il decreto introduce l’integrazione delle graduatorie con candidati idonei. Rientrano nella categoria tutti coloro che hanno superato la prova orale ottenendo il punteggio minimo richiesto, pur non rientrando tra i vincitori dei posti messi a bando, esclusi quindi dall’immissione diretta in ruolo.

Dal 2026 anche l’elenco regionale

Potranno rientrare però gli idonei nel limite del 30% dei posti disponibili. Altro limite il periodo di tre anni dalla pubblicazione delle graduatorie, fatti salvi i posti riservati ai vincitori e sui posti vacanti e disponibili residui.

Bisognerà invece aspettare un anno in più, l’anno scolastico 2026/2027, per iscriversi nell’elenco regionale riservato agli idonei ai concorsi banditi dal 2020 in poi. Da questa graduatoria si attingerà per assegnare cattedre vacanti dopo le immissioni in ruolo ordinarie. La graduatoria sarà stilata in base a ordine cronologico e punteggio. Non potranno inserirsi in questa graduatoria i docenti già titolari di contratto a tempo indeterminato o determinato finalizzato all’assunzione.

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