Femminicidio Afragola, Crepet: “Ragazzine a 13 anni escono a mezzanotte e i genitori gli danno pure 100 euro per divertirsi“

Nuovo drammatico caso di femminicidio in Italia, questa volta vittima una quattordicenne di Afragola uccisa dall’ex fidanzato diciannovenne. Lo psichiatra Paolo Crepet commenta il crimine: “Il raptus è un’insolenza per l’umanità”. Secondo lo psichiatra, nulla nasce all’improvviso: “Chi afferma che ci sono esseri umani che fino al sabato pomeriggio sono dei santi e poi lunedì sono dei feroci assassini, lo raccontino nelle più brutte favole della storia”.

Il ruolo dei genitori

Obiettivo numero uno identificare le cause, e in questo senso Crepet non ha dubbi nell’individuare uno dei colpevoli: “C’è qualcuno contro i social? Qualcuno che ha detto che a 13 anni non si possono usare i social?”. Non sono naturalmente esenti da responsabilità i genitori, che spesso non esercitano il controllo necessario: “Decine di migliaia di ragazzine a 13 anni usciranno, non alle nove, a mezzanotte. Non ho mai conosciuto un padre che si mette davanti alla porta. Anzi, non solo aprono la porta e gli dicono ‘divertiti’, ma gli danno pure 100 euro“.

La responsabilità è di tutti, a cominciare da chi si volta dall’altra parte invece di intervenire, avendone gli strumenti e l’obbligo: “Siamo in un baratro per puro egoismo, per pace sociale, perché non vogliamo sentire il peso di tutta questa cosa”.

Il rischio dei social

Crepet torna sul ruolo dei social, che amplificano determinati disagi e costituiscono la cassa di risonanza dei comportamenti border line. Il mancato controllo dei genitori, soprattutto sui più piccoli, porta inevitabilmente a conseguenze drammatiche: “Se uno ha un profilo social a 11 anni c’è un problema”.

E così prende sempre più piede l’incapacità di accettare la fine di una relazione, al punto da far credere a qualcuno di aver diritto di punire, come se l’altro fosse un oggetto da possedere.

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