Tante le novità del nuovo Decreto Scuola, al momento vagliato dal Senato per la prima lettura. Il passo successivo sarà l’approvazione definitiva che consentirà l’entrata in vigore dei contenuti previsti. Ci sono novità interessanti per il reclutamento docenti, in particolare per l’immissione in ruolo degli idonei dei concorsi scuola.
Il punto di incontro con il Ministero
Sono le previsioni dell’articolo 2, contenente il risultato del dialogo tra ministero e Commissione europea. Le parti hanno passato in rassegna i primi due anni di applicazione del nuovo sistema, e sono arrivati alla conclusione che è necessario offrire maggiori possibilità di immissione in ruolo a chi ha superato le prove delle procedure cui ha partecipato, pur non riuscendo a rientrare nel numero valido di posti riservati ai vincitori.
Per questo, non appena il decreto entrerà in vigore, ci sarà l’integrazione delle graduatorie con candidati idonei e l’introduzione di elenchi regionali per i concorsi banditi dal 2020.
Concorsi banditi dal 2023
Come funzionerà? In base alla nuova normativa, gli idonei potranno essere inseriti nelle graduatorie fino al 30% dei posti banditi. Un’opportunità per gli aspiranti docenti e un modo efficace per risolvere il problema della copertura delle cattedre vacanti. La normativa avrà effetto retroattivo a partire dai concorsi banditi nel 2023.
Le graduatorie verranno integrate per un triennio con i candidati idonei in grado di superare la prova orale con il punteggio minimo. Il problema è il limite imposto, dal momento che per il momento non si andrà oltre il 30% dei posti messi a concorso. Ma grazie a questi elenchi sarà possibile andare a coprire i posti rimasti vacanti dopo le immissioni in ruolo ordinarie. Sempre rispettando i limiti annuali di assunzione. Per stabilire l’ordine di priorità delle assunzioni, si terrà presente l’ordine cronologico. Avranno priorità i candidati in base alla data di pubblicazione della graduatoria.
