180 giorni di servizio docenti: l’anno in corso potrebbe essere valutato per attribuire punteggio in caso di selezione per esubero di domande ai Corsi Indire

Non ci sono ancora certezze che l’anno scolastico in corso possa essere del tutto escluso dal punteggio per i percorsi universitari Indire. Ancora molti dubbi su questo e altri aspetti, in attesa che vengano pubblicati i bandi da parte di Indire stesso e delle università dopo il via libera rappresentato dai due decreti che hanno sancito il nuovo doppio canale di specializzazione sul sostegno. Tutto è ancora fermo anche per quel che concerne il decimo ciclo del Tfa, per il quale però ci sono più certezze, non tanto per quel che riguarda la data di avvio quanto per tutto ciò che è inerente i requisiti di accesso.

I 180 giorni di servizio

Per quel che riguarda i Corsi Indire, invece, oltre all’incertezza sulle date di avvio e di conseguenza di conclusione dei percorsi che consentiranno la specializzazione di triennalisti e abilitati estero in attesa di riconoscimento (certezze invece sulla durata, minimo 4 mesi), c’è da chiarire la validità dell’anno in corso come titolo di accesso.

Una possibilità, per non escludere del tutto l’anno in corso, è che il ministero possa decidere di fare in modo che se al momento della presentazione della domanda sono stati già svolti almeno 180 giorni di servizio, l’anno scolastico in corso potrebbe essere valutato per attribuire punteggio. Ma solo nel caso in cui sia necessaria una ulteriore selezione per esubero di domande.

Come detto al momento una possibilità, ma non ci sono certezze che potranno arrivare solo con ulteriori chiarimenti ufficiali da parte del ministero, o che potranno essere contenute nei bandi.

Avvio a luglio

Proprio a proposito dei bandi, l’attesa è per la loro pubblicazione, e non è escluso che si faccia in tempo a farli partire a luglio 2025. Se si pensa che si era ipotizzata una partenza dei corsi prima di Pasqua, si capisce quanto siamo in ritardo, anche se un avvio in quella data sembrava comunque difficile in virtù dei tempi amministrativi inerenti l’accreditamento delle università.

Luglio resta una collocazione temporale più probabile, ma tutt’altro che certa. Ora tutto è nelle mani del ministero, che deve completare il percorso burocratico di accreditamento. A quel punto la palla passerà alle università che potranno pubblicare i bandi, seguendo autonomia organizzativa. La certezza, al momento, è il paradosso per cui non esiste una data certa.

Leggi anche:

Bonus 200 a chi spetta: il caso anomalo dei precari scuola

Classi di concorso in esubero dopo la mobilità: chi appartiene

Immissioni in ruolo docenti 2024: elenco per provincia delle scuole

Lascia un commento