Stipendio docenti aprile 2025: in arrivo 333 euro di arretrati per il taglio del cuneo fiscale e seconda indennità di vacanza contrattuale

Boccata d’ossigeno per il personale scolastico ad aprile: dopo i primi tre mesi dell’anno caratterizzati da una serie di decurtazioni rispetto alla cifra attesa, il quarto mese dell’anno dovrebbe consentire una tregua economica per docenti e Ata. Ancora non confermati ufficialmente, ma molto probabili leggeri aumenti in virtù dell’inserimento in busta paga della seconda indennità di vacanza contrattuale, pari al 0,5%, in virtù del rinnovo del Ccnl 2022-25 ancora da firmare.

Il taglio del cuneo fiscale

Il secondo aumento più consistente arriverebbe grazie al saldo degli arretrati, di circa 333 euro in media, derivanti dall’applicazione del taglio del cuneo fiscale. Un taglio che è in vigore da gennaio, ma ancora non applicato. Per questo, quando sarà inserito in busta paga sarà comprensivo anche degli arretrati da gennaio 2025.

La nuova indennità di vacanza contrattuale, equivalente a +0,50% su lordo mensile, è un indennizzo inerente il ritardo della sottoscrizione del CCNL 2025-2027. Aumenterà al +1% da luglio rispetto a tasso inflazione programmata 1,8%.

L’indennità di vacanza contrattuale

Un aumento che si somma a +3,35% per 2024 e 2025 e a +0,50% per mancata firma del CCNL 2022-2024. Non abbastanza secondo i sindacati, per adeguare gli stipendi al resto della pubblica amministrazione italiana, alla media dei docenti europei e soprattutto all’aumento del costo della vita. Ma almeno costituiscono un passo in avanti.

Se per l’indennità di vacanza contrattuale non ci sono dubbi circa la sua implementazione in busta paga da aprile, c’è ancora qualche incertezza per quel che riguarda il taglio del cuneo fiscale, inserita nella Legge di Bilancio alla fine dello scorso anno ma ancora in ritardo di attuazione. Gli importi saranno variabili in base alle varie fasce di reddito.

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