Sarà finalmente una busta paga più sostanziosa per i dipendenti pubblici ad aprile, dopo i primi tre mesi dell’anno caratterizzati da una serie di tagli. Lo spiega il Giornale in una guida approfondita. Va detto che le novità non riguarderanno tutti, ma dipendono dalla situazione individuale di ogni dipendente, ma in ogni caso un discorso generico si può fare.
Le festività
L’aumento sarà caratterizzato dalle le festività, pasquali e del 25 aprile. Particolarmente atteso l’arrivo del taglio del cuneo fiscale deciso con la legge di Bilancio 2025, ma in questo caso il condizionale è d’obbligo non essendoci ancora l’ufficialità. A rendere interessante questo elemento, il fatto che dovrebbe essere incluso il riconoscimento degli arretrati. E poi c’è l’indennità per il mancato aggiornamento contrattuale dopo la scadenza del 31 dicembre 2024, la cosiddetta indennità di vacanza contrattuale.
Tornando alle festività, ad aumentare la busta paga concorrono il Lunedì dell’angelo (la Pasquetta) che quest’anno cade il 21 del mese, e il 25 (Festa della Liberazione).
Il rinnovo di contratto e l’indennità di vacanza contrattuale
Il rinnovo per i dipendenti pubblici relativo al contratto 2022-2024 viaggia a due velocità. Per alcuni manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mentre per altre categorie come la scuola le trattative sono ancora in alto mare.
In busta paga due voci di aumento, l’indennità di vacanza contrattuale (0,5% dello stipendio) e l’anticipo del rinnovo contrattuale (pari invece al 3,35%). E poi ad aprile c’è l’indennità di vacanza per il contratto del triennio 2025-2027, che arriva a + 0,6% per aumentare da luglio fino all’1%.
Il taglio del cuneo fiscale
A incidere maggiormente potrebbe contribuire il taglio del cuneo fiscale in vigore da gennaio 2025. Il ritardo di NoiPa nel renderle effettive comporterà il versamento degli arretrati.
Per i redditi fino a 20mila euro sono previste le seguenti percentuali:
7,1% entro gli 8.500 euro;
5,3% tra gli 8.500 e i 15mila euro;
4,8% per redditi tra 15mila e 20mila euro.
Per i redditi superiori entro i 32mila euro l’incremento della detrazione è di 1.000 euro l’anno. Per redditi superiori si applica la formula 1.000 * (40.000 – Reddito complessivo)/8.000.
