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Prossima domanda personale ata 2024: i profili per i quali è richiesta la laurea, sindacati vogliono aumentare i punteggi aggiuntivi

Dopo la conferma dell’aggiornamento delle graduatorie ata terza fascia nel 2024, scongiurato quindi il rischio di uno slittamento al prossimo anno per consentire, come si era pensato inizialmente, a tutti di mettersi in regola con calma con il nuovo requisito della certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale, è scattato il conto alla rovescia verso la procedura telematica che coinvolgerà migliaia di candidati.

Quando si presenteranno le domande

Per partecipare all’aggiornamento delle graduatorie ATA di terza fascia bisogna attendere la comunicazione ufficiale della finestra temporale individuata dal ministero. In attesa di conferma, è sempre valida l’ipotesi che la collocazione possa essere tra maggio e giugno. Si tratta di una procedura molto importante anche in considerazione del fatto che le graduatorie avranno validità dall’anno scolastico 2024-25 e resteranno in vigore fino al 2027.

Non c’è solo la questione del nuovo requisito della certificazione internazionale digitale per tutti tranne che per i collaboratori scolastici: oggetto di interesse in queste settimane che avvicinano all’aggiornamento è la valutazione della laurea nelle graduatorie ATA. E’ ormai un dato di fatto che ci sono molti laureati che ormai lavorano come ATA nelle scuole. Per molti un ripiego causato dalla mancanza di lavoro in altri settori.

Il valore della laurea

Ricordiamo infatti che per partecipare alle graduatorie basta il diploma, dal momento che la laurea non è richiesta come titolo di accesso. Fa eccezione il profilo dell’infermiere. Però la laurea nelle graduatorie ATA di terza fascia può dare due punti aggiuntivi ad alcuni profili come quello dell’assistente amministrativo, tecnico, cuoco e infermiere.

Ininfluente resta il voto di laurea. La valutazione è consentita per un solo titolo. Quindi chi ha sia laurea triennale che magistrale ha comunque diritto a soli due punti.

Ma il ministero dovrà fare i conti sempre più con questa realtà, dal momento che sono sempre di più i collaboratori scolastici laureati. Per loro il titolo accademico vale zero come punteggio aggiuntivo. La valutazione è relativa solo al titolo di accesso richiesto per il profilo.

La richiesta dei sindacati

Per questo i sindacati stanno pensando di richiedere al ministero di modificare il sistema in modo che la laurea valga molto più di due punti per gli amministrativi. Al momento infatti una laurea vale più o meno quanto un corso di dattilografia e una certificazione informatica, nonostante il percorso decisamente diverso che porta all’ottenimento del risultato. La questione, secondo i sindacati, sarà presto portata all’attenzione del ministero prima del varo dell’aggiornamento delle graduatorie.

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