Posti disponibili sostegno 2026: saturazione per secondaria di II grado, nella Primaria e al Nord forte carenza di docenti specializzati

La distribuzione dei posti disposti dal Ministero in vista del prossimo ciclo TFA, l’undicesimo, ha evidenziato una situazione già nota agli addetti ai lavori e ai docenti: nella scuola secondaria di II grado c’è una forte saturazione. La conseguenza è che migliaia di docenti, nonostante siano formati, non riescono a trovare impiego. Situazione opposta nella Primaria e al Nord, dove si registra una forte carenza di docenti specializzati.

Uno squilibrio strutturale

Uno squilibrio strutturale del sistema scolastico italiano. Non è una fase momentanea: è un problema che si trascina da anni e che il sistema non ha mai davvero corretto.

Nella secondaria di II grado la saturazione deriva da più fattori messi insieme. Negli anni si è formato un numero molto alto di docenti su alcune classi di concorso, spesso senza un reale allineamento con il fabbisogno. A questo si aggiunge il calo demografico, che riduce il numero di studenti e quindi le cattedre disponibili. Il risultato sono graduatorie affollate e tempi lunghissimi per lavorare con continuità.

Dall’altra parte, nella scuola primaria e soprattutto sul sostegno, la situazione è opposta. Qui la domanda è alta e costante, ma mancano docenti specializzati, in particolare al Nord. Il motivo è semplice: molti docenti formati al Sud non si spostano stabilmente, mentre nei territori settentrionali il turn over è elevato e le graduatorie si esauriscono rapidamente.

Questo crea un paradosso: docenti senza lavoro da una parte, posti vacanti dall’altra. Il sistema oggi prova a tamponare con strumenti come GPS, elenchi aggiuntivi, mini call veloce e incarichi a tempo determinato finalizzati al ruolo. Ma sono soluzioni emergenziali, non strutturali. Non risolvono il problema alla radice.

Se si volesse davvero intervenire, servirebbero scelte più nette: allineare i percorsi di formazione al reale fabbisogno, rendere più attrattivo lo spostamento territoriale (non solo con punteggi, ma con incentivi concreti), stabilizzare i canali di reclutamento evitando di creare nuove sacche di precariato.

Finché non si interviene su questi tre punti, la situazione resterà questa: sovraffollamento dove non serve e carenze dove invece il sistema ha più bisogno.

Secondaria di II grado: le classi più sature

Alcune classi sono praticamente “chiuse” da anni. Le più critiche: A-22, A-12, A-11, A-46, A-18. Perché sono sature? I motivi sono diversi: troppi laureati rispetto ai posti, pochi pensionamenti reali, calo degli studenti. Questo comporta che anche con GPS in alta posizione si rischiano anni di supplenze saltuarie.

Classi con respiro (ma non facili)

In queste classi di concorso c’è più possibilità di lavoro: A-28, A-26 / A-27, A-20. Ci sono pochi candidati perché sono classi difficili, ma proprio per questo c’è spazio. Oggi il sostegno è il modo più veloce per lavorare e stabilizzarsi. Con GPS I fascia sostegno c’è altissima probabilità di incarico. Al Nord possibilità concreta di ruolo anche in tempi brevi. Il Sud è ancora competitivo, ma comunque molto meglio delle classi comuni. Se un docente vuole lavorare davvero, ignorare il sostegno oggi è un errore strategico.

Primaria: scenario completamente diverso

Per la primaria, al Nord mancano docenti (anche senza specializzazione sul sostegno si lavora). Al Centro situazione intermedia, al Sud più equilibrio ma comunque meno saturo della secondaria. Oggi la differenza non la fa solo la classe di concorso, ma dove si è disposti ad andare. Restare al Sud significa avere a che fare con competizione alta quasi ovunque. Andare al Nord significa avere lavoro quasi garantito su sostegno e primaria.

Il problema è che il sistema continua a creare aspiranti docenti senza filtrare davvero l’accesso. Risultato: migliaia di persone “abilitate” ma senza sbocco. Ecco perché si parla di doppio canale, elenchi regionali, reclutamento straordinario. Tutti tentativi di sistemare un sistema che nasce già squilibrato.