Corsi Indire sostegno: il terzo ciclo è già previsto, ma solo in modo tecnico

Un terzo ciclo dei Corsi INDIRE è possibile, ma non è affatto scontato che diventi strutturale. E soprattutto non nasce per scelta politica “di sistema”, ma come soluzione tampone, almeno per il momento. In realtà un terzo ciclo è già previsto, ma solo in modo tecnico.

Le prospettive del terzo ciclo

Nel Decreto Ministeriale 75/2025 c’è una clausola chiara: se ci sono più candidati dei posti disponibili, gli esclusi devono essere recuperati in un ciclo successivo. Questo significa che il terzo ciclo può partire automaticamente, ma solo per smaltire gli esclusi.

In più, tutto il sistema INDIRE ha una scadenza precisa: 31 dicembre 2026 come limite per chiudere questi percorsi straordinari. Sullo sfondo c’è una pressione fortissima per farlo partire. Migliaia di docenti sono rimasti fuori dal secondo ciclo e stanno chiedendo apertamente il terzo ciclo. Si parla già di platee ancora più ampie (triennalisti + titolo estero + esclusi tecnici). Quindi la spinta politica e sindacale c’è, oltre a quella dei diretti interessati.

Ma non è detto che si vada oltre. I corsi INDIRE sono straordinari, non ordinari, e quindi nascono per sanare situazioni specifiche (precari storici + titoli esteri). Non a caso, hanno durata compressa (3–4 mesi) e accesso facilitato. In tutto ciò, il Ministero dovrà valutare le polemiche che stanno accompagnando questi corsi: stesso titolo del TFA, stesso punteggio in GPS, ma con percorso molto più breve. Una situazione difficilmente sostenibile nel lungo periodo.

Avanti con il Tfa

Al momento lo scenario più probabile è quello di un terzo ciclo per smaltire gli esclusi. Più difficile un quarto ciclo che dia il via a una continuità strutturale. Dopo il 2026 si potrebbe quindi tornare a un TFA universitario classico (XI ciclo e successivi) come canale principale.

Ma qualcosa comunque andrà rivisto: il TFA è ritenuto molto selettivo e lungo, mentre INDIRE è percepito come troppo rapido e senza selezione. Una condizione che crea un problema di equità e credibilità del titolo. Per questo i sindacati spingono per continuare, ma il Ministero probabilmente userà INDIRE solo finché serve.