Terzo Ciclo Indire sostegno: attivazione urgente per includere gli esclusi specializzati all’estero

A fare da contraltare alla folta schiera di detrattori dei Corsi INDIRE abbreviati per il sostegno, convinti che si tratti di un percorso non equiparabile al TFA (a dispetto del fatto che garantisce lo stesso titolo per insegnare e gli stessi punti nelle graduatorie GPS), ci sono coloro i quali, in possesso dei requisiti, spingono per un terzo ciclo, essendo rimasti esclusi da quello in corso.

La richiesta degli esclusi

L’esclusione per questi docenti nasce dalla scadenza fissata dal ministero per il conseguimento dei requisiti, il 24 aprile 2025, che ha lasciato di fatto fuori migliaia di candidati con lo stesso percorso di studi, avendo conseguito il titolo estero sul sostegno tra il 2024 e il 2025.

Tutti questi docenti interessati a partecipare ai Corsi INDIRE per ottenere la specializzazione sono rimasti fuori per una questione di tempistiche.

Per questo è arrivata la richiesta nei confronti del ministero affinché si lavori il prima possibile all’attivazione di un terzo ciclo INDIRE.

In caso contrario, si rischia di incappare in un vuoto normativo di almeno due anni, che costringerebbe migliaia di docenti ad attendere senza sapere quale destino possa attenderli.

L’incoerenza ministeriale

Al momento la situazione è di stallo e li costringe ad attendere senza avere certezze né prospettive.

In questo modo, secondo i docenti già specializzati all’estero esclusi dai Corsi INDIRE, si penalizzano professionalità già formate, pronte a essere impiegate sul sostegno, in un contesto in cui la carenza di personale specializzato è ben nota.

Il ministero, in effetti, ha organizzato questi cicli abbreviati proprio per evitare che vengano assegnate cattedre a docenti privi di specializzazione. Un’incoerenza, secondo i detrattori, che sottolineano come nel frattempo si consenta la continuità sul sostegno su richiesta delle famiglie anche a insegnanti senza titolo.

Anche quest’anno, con la seconda edizione della conferma del docente di sostegno su richiesta delle famiglie, sarà così.

Le lungaggini burocratiche

I docenti in attesa del terzo ciclo chiedono risposte in tempi brevi, ben sapendo che organizzare nuovi percorsi richiede tempo, e il tempo a disposizione ormai è pochissimo.

In caso contrario, quella che viene definita una mera questione burocratica rischia di diventare un blocco prolungato per migliaia di docenti, con conseguenze dirette non solo per loro, ma per l’intero sistema scolastico.