Tra circa un mese, con scadenza fissata al 31 maggio, i dirigenti scolastici dovranno aver già ricevuto da parte delle famiglie interessate le richieste di continuità didattica per i docenti di sostegno dei loro figli. Una procedura che ha fatto il suo esordio lo scorso anno e che, pur tra mille critiche, ha mostrato di essere stata molto apprezzata dalle famiglie degli studenti con disabilità, se si considera l’altissimo numero di richieste pervenute.
Chi ne ha diritto
Ricordiamo che la richiesta di continuità su posto di sostegno per l’a.s. 2026/27 è un diritto dei docenti specializzati sullo stesso grado di istruzione, a prescindere dalla procedura di reclutamento che li ha portati a ottenere l’incarico.
Qualche limitazione in più per quelli privi della specializzazione: in questo caso, se sono inseriti nella seconda fascia delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), devono aver ottenuto il posto a livello provinciale su supplenza nell’anno scolastico 2025/2026 dallo scorrimento della seconda fascia stessa.
Via libera anche ai docenti non specializzati che hanno ottenuto la cattedra mediante scorrimento incrociato delle GAE e delle GPS di posto comune.
I docenti di ruolo esclusi
Restano fuori gli insegnanti di sostegno assunti mediante interpello o graduatorie di istituto, se non hanno la specializzazione.
Possono essere confermati su sostegno anche i docenti di ruolo o con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo, se il loro contratto è stato firmato mediante assunzione da GAE, da GPS o da interpello. In questo caso la procedura non differisce da quella dei docenti precari. Niente da fare invece per i docenti con assegnazione provvisoria.
Dopo la richiesta entro il 31 maggio da parte delle famiglie, i docenti dovranno dare una prima disponibilità di massima, non vincolante, che consente di far proseguire la procedura, da ufficializzare poi mediante la domanda per le max 150 preferenze, dove i docenti destinatari di continuità troveranno l’apposita sezione dedicata.