Il “doppio canale di reclutamento” non è un’idea nuova, ma ogni volta che torna nel dibattito bisogna distinguere tra slogan e funzionamento reale. Se venisse davvero attuato in modo strutturale, il modello sarebbe abbastanza chiaro, anche se i dettagli dovrebbero ancora essere definiti.
Come funzionerebbe?
Il sistema si baserebbe su due vie parallele e stabili: un canale costituito dai concorsi pubblici e un canale rappresentato dalle graduatorie (GPS o simili).
I posti disponibili ogni anno verrebbero divisi, di solito con una logica tipo 50% e 50% (anche se la percentuale potrebbe cambiare per legge). Quindi metà dei posti ai concorsi (come ora), metà alle graduatorie (in particolare GPS prima fascia sostegno o eventuali elenchi strutturati).
Quanti posti garantirebbe? Non esiste un numero fisso che si può indicare a priori. Annualmente, dipenderebbe da elementi variabili come pensionamenti, turn over, autorizzazioni del MEF.
I posti disponibili
Se si vuole fare un riferimento al passato, negli ultimi anni il numero è oscillato tra 50.000 e 70.000 assunzioni autorizzate. Se si arrivasse davvero ad applicare il doppio canale, circa 25.000–35.000 posti l’anno potrebbero andare al canale “graduatorie”.
Ma è bene chiarire che non aumenterebbero i posti, verrebbero semplicemente redistribuiti. I concorsi, in ogni caso, non sparirebbero. Devono restare obbligatori per Costituzione, ma probabilmente diventerebbero più regolari (anche annuali), come già anticipato dal ministero per la fase post PNRR. Quindi il doppio canale non sostituisce i concorsi, li affianca.
Tipo di assunzione: ruolo diretto o precariato?
Il tipo di assunzione rappresenta uno dei nodi della questione, ancora oggetto di discussione. Oggi abbiamo già un modello misto rappresentato da concorsi che prevedono anno di prova + formazione e GPS sostegno che garantiscono un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo.
Se arriva il doppio canale stabile, è molto probabile che non si torni al ruolo immediato puro, ma si mantenga una formula tipo tempo determinato per un anno seguito da prova e ruolo. Lo Stato vuole infatti verificare sul campo la competenza del docente e rispettare i vincoli europei e del PNRR.
Il ruolo dei Cfu
Per quanto riguarda la necessità di ottenere i CFU, dipende dal canale. Per i concorsi ormai il sistema è quello dei 60 CFU abilitanti, mentre per il canale da graduatoria oggi le GPS sostegno I fascia richiedono la specializzazione sul sostegno. In futuro è possibile che venga richiesta anche l’abilitazione (quindi CFU).
Il sistema va verso una tendenza ormai chiara: senza abilitazione sarà sempre più difficile entrare. Cosa cambierebbe davvero (al netto della propaganda) con il doppio canale di reclutamento? Il vantaggio sarebbe rappresentato da più stabilità nelle assunzioni, meno posti vacanti, più peso alle graduatorie. Ma anche più selezione all’ingresso (CFU/abilitazione), meno scorciatoie e percorsi comunque lunghi prima del ruolo definitivo. Il doppio canale favorirebbe soprattutto chi è già in GPS e chi è già specializzato o abilitato.