Scuola

Assunzione diretta docenti precari: bandi regionali per i supplenti con l’autonomia differenziata

Nei giorni in cui si fanno sempre più frequenti gli incontri tra ministero e sindacati per discutere della riforma del reclutamento e delle strategie per la stabilizzazione dei precari e l’assunzione di docenti tramite nuovi concorsi scuola da attuare già in primavera, torna di moda la questione dell’autonomia differenziata.

Assunzione diretta dei docenti

Questione che si legherebbe a doppio filo a un’altra proposta degli scorsi mesi, sponsorizzata a gran voce dall’associazione nazionale presidi, e cioè l’assunzione diretta dei docenti da parte delle scuole.

Il disegno di legge sull’autonomia differenziata è un cavallo di battaglia del ministro leghista Roberto Calderoli per gli Affari regionali e le Autonomie. Riguarderebbe non solo la scuola ma proprio sulla scuola suscita i dubbi maggiori tra i detrattori, che temono una disparità di disponibilità economiche e di stipendi che allargherebbe la forbice qualitativa dell’insegnamento tra regione e regione.

Organizzazione meglio del dimensionamento

Proprio per questo, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che ha chiesto di rimuovere materie divisive come la scuola e la sanità e di definire prima i livelli essenziali di prestazioni.

Di tutt’altro avviso Forza Italia, convinta che con l’autonomia differenziata la scuola pubblica funzionerà meglio grazie all’autonomia. Questo perchè l’autonomia consentirebbe di organizzare meglio il dimensionamento e l’assegnazione degli organici o l’organizzazione amministrativa delle scuole. Consentirebbe anche di assumere direttamente tramite bando gli insegnanti precari.

Attacco alla scuola pubblica

Questo non comporterà secondo Forza Italia una divisione della scuola italiana, che con l’autonomia non avrebbe ordinamenti con materie regionali. Soprattutto Forza Italia sottolinea che con l’autonomia non vengono tolti soldi a nessuna Regione e non vengono dati meno soldi allo Stato centrale.

Secondo invece il candidato PD e M5S in Lombardia, Pierfrancesco Majorino: “a me non piace, credo che punti a dividere l’Italia e la vivo come l’attacco alla scuola pubblica“. “C’è un tema che anche la sinistra per troppo tempo ha dimenticato, cioè far sì che le risorse arrivino direttamente alle città, ai Comuni, alle Città Metropolitane. Quindi io dico: autonomia sì, ma non così. Sono convinto che l’autonomia di Calderoli non andrà in porto per i conflitti nella destra. Allora dico a tutti: azzeriamo il confronto, e cerchiamo di capire se può esserci una base comune tra Regioni, Comuni e governo su cui ripartire“.