Arriva il dettaglio delle immissioni in ruolo nazionali per l’anno scolastico iniziato da poco più di un mese e l’analisi evidenzia come anche quest’anno non si sia riusciti a raggiungere il target delle autorizzazioni ministeriali, con un disavanzo rispetto al totale a livello nazionale di oltre 7mila posti.
7mila assunzioni in meno
La situazione non è omogenea a livello regionale, con alcuni contesti che emergono rispetto agli altri a livello numerico e percentuale. In Lombardia, ad esempio, sono ancora disponibili oltre un terzo dei posti inizialmente autorizzati. Va meglio in regioni come Liguria e Friuli-Venezia Giulia dove la copertura è riuscita a sfiorare il 75%. In totale alla vigilia del nuovo anno scolastico, i ministeri avevano autorizzato 46.642 posti a livello nazionale. A chiusura delle immissioni in ruolo, anche se sono possibili ancora scorrimenti, sono state perfezionate 39.459 assunzioni.
Vanificate dunque possibili 7mila assunzioni.
Ma da cosa dipende questo “spreco” di immissioni in ruolo in un sistema scolastico italiano che vive di supplentite e precariato e che invece si ritrova a dilapidare oltre 7mila cattedre a tempo indeterminato che avrebbero potuto garantire stabilità professionale e continuità didattica per decine di migliaia di studenti?
Le cause
Il motivo per cui posti autorizzati non vengono tutti coperti possono essere molteplici. Va detto che ad ogni inizio anno scolastico va messo in conto che la disponibilità di posti autorizzati venga disattesa per quel che riguarda il potenziale completamento del 100% dei posti.
Il risultato finale è correlato alla consistenza delle graduatorie utilizzabili, alla distribuzione dei candidati tra le classi di concorso e ai tempi necessari per completare le procedure.
In molti casi, ci sono stati posti non assegnabili per mancanza di candidati nelle graduatorie. Situazione cui va sommata la difficoltà inerente le tempistiche delle operazioni.
Spesso non ci sono abbastanza candidati nelle specifiche graduatorie alle quali ricorrere. Ma casi può anche verificare mancanza di disponibilità di graduatorie definitive nei tempi previsti.
Può capitare poi che in alcune regioni il numero delle assunzioni sia superiore a quello dei posti autorizzati.