Scuola

Stabilizzazione docenti: meno posti disponibili dagli Usr per le nomine rispetto a quelli autorizzati dal Ministero

Secondo CISL Scuola, analizzando le immizzioni in ruolo relative all’anno scolastico che sta per iniziare, ci sono posti autorizzati dal Ministero che non risultano nemmeno messi a disposizione per le assunzioni. Detto questo, tra quelli effettivamente disponibili, una parte consistente è rimasta comunque senza un docente da assumere.

Il contingente autorizzato dal ministero

L’analisi parte dal contingente autorizzato dal Ministero di 46.642 assunzioni. Un numero che rappresenta il tetto massimo di immissioni in ruolo che potevano essere effettuate. Secondo i dati raccolti dalla CISL, gli Uffici scolastici regionali avrebbero reso effettivamente disponibili soltanto 44.962 posti. Quindi mancherebbero all’appello 1.680 posti.

La CISL precisa che una parte della differenza potrebbe essere normale. Per esempio, in alcune regioni o classi di concorso possono esserci docenti in soprannumero che devono essere assorbiti, e questo può ridurre i posti realmente utilizzabili per nuove assunzioni. Ma il sindacato sostiene che questa spiegazione, da sola, potrebbe non bastare e chiede di confrontare i dati con quelli ufficiali del Ministero.

C’è poi da sottolineare che dei 44.962 posti effettivamente messi a disposizione, le assunzioni concretamente realizzate sarebbero state 36.176. Significa che è stato coperto circa l’80,46% del contingente effettivamente disponibile.

I posti senza assunzione

Vorrebbe dire che sono rimasti senza assunzione circa 8.786 posti.

È comunque un risultato migliore rispetto allo scorso anno. La CISL ricorda infatti che nella precedente tornata era rimasto scoperto circa il 30% dei posti, mentre quest’anno la quota non coperta è intorno al 20%.

Il problema principale riguarda però il sostegno. Sui posti comuni è stato coperto l’83,53% delle disponibilità, mentre sul sostegno soltanto il 70,74%. Significa che quasi tre posti di sostegno su dieci disponibili per il ruolo non sono stati coperti.

L’emergenza sul sostegno

Il caso più evidente è quello della Lombardia, dove la percentuale scende al 48,65%: quindi è stato possibile assumere meno di un docente di sostegno ogni due posti disponibili.

Secondo la CISL la causa principale è la mancanza di candidati specializzati sul sostegno, soprattutto nella scuola dell’infanzia e nella primaria. Non basta infatti che ci sia un posto vacante: per trasformarlo in un’assunzione deve esserci anche un aspirante presente nelle graduatorie e in possesso del titolo di specializzazione richiesto.