Ci sarà anche la questione dei buoni pasto all’ordine del giorno della trattativa tra ministero e sindacati per rinnovare la parte normativa del Contratto Scuola 2024/27, dopo che la pratica per la parte economica è stata archiviata a inizio luglio e ha già consentito al personale scolastico di percepire arretrati e aumenti di stipendio.
I ticket pasto nella scuola
Un beneficio, quello dei ticket pasto che vive di una forte contraddizione interna: da un lato la scuola è l’unico ramo della pubblica amministrazione cui questo bonus viene negato. Allo stesso tempo, sembra difficilissimo riuscire a ottenere questo riconoscimento se si considera l’ingente esborso economico che comporterebbe per le casse del Governo.
I sindacati però tirano diritto in questo senso e puntano al riconoscimento che consentirebbe un aumento indiretto di stipendio per tutti coloro i quali ne beneficerebbero, grazie ai ticket su cui potrebbero contare mensilmente per i pasti.
Tra i sindacati più attivi nel tentativo di introdurre questo beneficio nel mondo della scuola c’è Anief: “Il tema del buono pasto è un tema fondamentale ormai che riguarda l’Italia, soprattutto nel momento in cui discrimina tutti i lavoratori della scuola, docenti, educatori e quindi anche personale amministrativo, collaboratori e assistenti amministrativi delle scuole, mentre è riconosciuto per esempio nell’università, è riconosciuto in tutti gli altri comparti pubblici. Addirittura in smart working è riconosciuto nel privato. Addirittura nel privato si parla di un’indennità di trasferta nei metalmeccanici, per esempio nel contratto, per chi lavora fuori sede.”
La questione delle risorse
Per arrivare a introdurre i buoni pasto nella scuola, servirebbero interventi legislativi nel corso della contrattazione, oltre naturalmente all’aspetto più complesso, quello del reperimento delle risorse per finanziare la misura. “Noi vorremmo che questi diritti fossero riconosciuti. Stiamo lottando, abbiamo presentato diverse volte degli emendamenti. Speriamo che nel decreto scuola questa cosa passi, oppure anche nel contratto, almeno sotto forma di diritto, perché l’ARAN ci dice che se non è riconosciuto nel contratto non possiamo giurisdizionalmente, e quindi in tribunale, fare riconoscere questo diritto”.
Il sindacato indicherà la rotta al ministero in occasione della contrattazione della parte normativa, puntando a una diversa destinazione di alcuni finanziamenti già previsti per il personale scolastico. “Abbiamo trovato anche dei fondi per poterlo finanziare con i fondi di istituto, laddove riuscissimo a liberare i fondi, per esempio, per le figure di sistema finanziate dalla formazione incentivata. Lì avremmo delle risorse disponibili per pagare i buoni pasto. È una risorsa che noi abbiamo, che noi possiamo mettere nel contratto se lo vogliamo. Quindi l’ANIEF continuerà a sostenere l’idea che chi lavora a scuola ha diritto al buono pasto”.
Si discuterà poi nelle prossime settimane anche della possibilità di introdurre la quattordicesima anche per i docenti, come proposto dall’ex premier Matteo Renzi.