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Aumento stipendio docenti: in arrivo il pagamento dell’ultima tranche, ecco gli importi complessivi

Il pagamento degli aumenti di stipendio docenti perfezionerà il suo ciclo soltanto con l’inizio del nuovo anno, considerato che gli aumenti corrisposti ad agosto sono soltanto la seconda parte dei tre previsti dal rinnovo del contratto scuola. Agosto è stato il mese clou, arrivato dopo la firma effettiva sul rinnovo di contratto scuola a inizio luglio. La prima parte degli aumenti era arrivata a inizio 2025.

L’aumento complessivo

Ciò che invece è avvenuto ad agosto rappresenta la parte più consistente degli aumenti, anche in considerazione del fatto che sono arrivati insieme al pagamento dell’emissione speciale contenente gli arretrati, particolarmente attesi.

L’ultima parte degli aumenti, arriverà invece con l’inizio del nuovo anno, a gennaio 2027.

Lo spiega Aran: “Gli incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari saranno corrisposti in tre tranche annuali, con decorrenza 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027, comprensivi dell’anticipazione IPCA già erogata.

A regime, dal 1° gennaio 2027, l’incremento medio per l’intero comparto sarà pari a 137 euro su 13 mensilità, che per il personale docente della scuola si traduce in 143 euro medi su 13 mensilità”.

Oltre al comunicato comparso sul sito dell’Aran, è arrivata la pubblicazione del testo del CCNL 2025/2027 comprensivo delle tabelle ufficiali con gli aumenti stipendiali per docenti e ATA.

L’una tantum Ata

Nel frattempo si sta discutendo il rinnovo della parte normativa del rinnovo di contratto scuola, che potrebbe comportare il conferimento di aumenti indiretti come i buoni pasto scuola per docenti e Ata. Proprio gli Ata, a gennaio, otterranno anche il bonus una tantum, di 110 euro lordi. Come mai l’una tantum spetta agli Ata e non ai docenti? Il motivo è che l’import disponibile per pagare l’una tantum agli ata deriva da risorse già destinate al comparto che in seguito dello slittamento dell’avvio del nuovo ordinamento professionale, saranno a gennaio redistribuite ai lavoratori che ne hanno diritto. Parliamo di personale di ruolo, supplenti con contratto fino al 30 giugno, supplenti con contratto fino al 31 agosto.

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