Concorsi

Bando nuovo concorso scuola: in corso la revisione del programma in attesa del parere del Cspi

L’Italia è ancora in attesa di una risposta da parte della Commissione europea in merito alla richiesta di stop ai concorsi scuola in attesa del doppio canale di reclutamento. L’obiettivo è ottenere che un eventuale nuovo concorso sia limitato alle graduatorie esaurite.

L’allegato A

Nel frattempo però secondo Tutto Scuola, i lavori sono in corso per il prossimo bando, che potrebbe arrivare già a fine novembre.
Secondo la rivista specializzata la Direzione Generale del Personale scolastico che si occupa anche dei concorsi è al lavoro per il prossimo bando.

I segnali in questo senso sono diversi. Prima c’è stato l’avvio delle operazioni per il collaudo e il censimento delle aule informatizzate per lo svolgimento delle prove concorsuali, utile anche a individuare il personale che dovrà svolgere le prove. Poi il confronto tra Ministero e CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) per avere un parere sul Programma del concorso.

L’analisi riguarda l’allegato A che va di pari passo con il decreto ministeriale di regolamento dei concorsi per docenti.

Secondo Tutto Scuola, si sta provvedendo all’integrazione del Programma del concorso docenti per la rideterminazione delle nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo approvate lo scorso anno ed entrate in vigore a partire dal 2026-27.

Il parere del Cspi

I contenuti del Programma non riguarderanno in ogni caso le prove scritte del concorso scuola ma solo la prova orale.

Nelle prossime settimane arriverà il parere del CSPI in modo che si possa procedere alla definizione del Programma in modo da riuscire, secondo le previsioni, a bandire il concorso entro novembre.

Nel frattempo sarà importante capire se Bruxelles vorrà procedere con accordare lo stop o la limitazione dei concorsi all’Italia dopo la fase Pnrr che ha comportato tre concorsi scuola ravvicinati per assumere 70mila docenti. Un segnale positivo da parte dell’Europa potrebbe significare un’apertura anche per la trasformazione delle Gps in Gpsr, terzo step del doppio canale di reclutamento docenti.

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