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Valditara: “Docenti italiani guadagnano come i francesi grazie ai 412 euro di aumento del Governo Meloni”

“Noi in questi tre anni e mezzo abbiamo fatto tre contratti. Loro, in Francia, erano partiti bene perché i docenti francesi guadagnavano tradizionalmente più dei nostri. Adesso credo che siamo arrivati più o meno agli stessi livelli, grazie a un forte recupero di questa contrattazione straordinaria, perché non si sono mai visti nella storia repubblicana tre contratti in una sola legislatura. E i dati parlano chiaro”.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara rivendica i risultati ottenuti dal Governo sul fronte degli stipendi degli insegnanti e dei rinnovi contrattuali, sostenendo che l’Italia abbia recuperato il divario retributivo che tradizionalmente la separava dalla Francia.

Le dichiarazioni sono arrivate a margine della conferenza stampa sul Pnrr, tenutasi nella sede del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in Viale Trastevere, durante la quale Valditara ha commentato anche le tensioni che stanno interessando le scuole francesi, alle prese con una crescente protesta degli studenti.

Stipendi degli insegnanti, il confronto con la Francia

Secondo Valditara, dunque, il recupero salariale ottenuto attraverso la contrattazione avrebbe consentito agli insegnanti italiani di avvicinarsi sensibilmente ai livelli retributivi dei colleghi francesi.

Una valutazione che il Ministro ha collegato direttamente alla frequenza dei rinnovi contrattuali, considerata un elemento distintivo dell’azione del Governo.

Matematica, Valditara: gli studenti italiani meglio dei francesi

Il confronto tra i due sistemi scolastici non si è limitato agli stipendi. Valditara ha richiamato anche i risultati degli studenti nelle competenze matematiche, sostenendo che l’Italia abbia superato la Francia, tradizionalmente considerata un Paese di riferimento in questa disciplina.

“La Francia – ha sottolineato il Ministro – è stata una delle grandi potenze nella matematica mondiali e gli ultimi dati Pisa di settembre testimoniano che gli studenti italiani conoscono la matematica molto meglio di quelli francesi“.

Un’affermazione con cui Valditara ha voluto evidenziare quella che, a suo giudizio, rappresenta una differenza significativa nei risultati raggiunti dai rispettivi sistemi di istruzione.

Edilizia scolastica e integrazione degli studenti stranieri

Un ulteriore passaggio dell’intervento ha riguardato gli investimenti nelle strutture scolastiche e le difficoltà di integrazione degli studenti di origine straniera.

Valditara ha sostenuto che la Francia non abbia destinato all’edilizia scolastica risorse paragonabili a quelle investite dall’Italia, soffermandosi anche sulle problematiche delle scuole situate nelle periferie francesi.

Il Ministro ha infatti dichiarato che “i francesi non hanno avuto il coraggio di investire risorse così significative nell’edilizia. Inoltre, in Francia c’è un problema di integrazione dei ragazzi stranieri che non si è risolto, che non è stato affrontato adeguatamente. Ho parlato a suo tempo con uno dei ministri francesi che ho conosciuto e mi raccontava il dramma delle scuole delle banlieue in Francia“.

Il riferimento alle banlieue è stato utilizzato per sottolineare le criticità che, secondo il Ministro, continuano a caratterizzare una parte del sistema educativo francese, soprattutto sul piano dell’inclusione e dell’integrazione.

Dispersione scolastica, il richiamo ad Agenda Sud e Agenda Nord

Infine, Valditara ha richiamato gli interventi avviati in Italia per contrastare la dispersione scolastica, indicando nei programmi Agenda Sud e Agenda Nord due strumenti attraverso i quali il Ministero ha cercato di affrontare il problema.

Anche su questo terreno il Ministro ha espresso una valutazione critica nei confronti della Francia, affermando che “dal punto di vista della lotta alla dispersione scolastica noi abbiamo fatto Agenda Sud e Nord. Loro sono rimasti fermi ai vecchi schemi”.

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