Graduatorie, Gps e supplenze

Precariato scuola: non basta il doppio canale, bisogna trasformare in organico di diritto i posti che esistono già

E’ intervenuto anche Paolo Pizzo di UIL Scuola all’incontro sul doppio canale di reclutamento e sul precariato in generale organizzato da Orizzonte Scuola online. La domanda è stata se si può parlare seriamente di stabilizzazione e doppio canale senza aumentare contemporaneamente il numero dei posti disponibili per le assunzioni.

I posti per le assunzioni

Secondo il responsabile Uil Scuola, “possiamo discutere di doppio canale, graduatorie provinciali, graduatorie concorsuali, idonei e di tutte le soluzioni di cui si sta parlando. Possiamo costruire anche il miglior sistema di reclutamento possibile, ma alla fine dobbiamo porci una domanda: su quali posti assumeremo?

Se continuiamo a tenere migliaia di posti fuori dall’organico di diritto, cioè fuori da quei posti sui quali è possibile effettuare assunzioni a tempo indeterminato, continueremo inevitabilmente ad alimentare il precariato.

Come UIL Scuola non chiediamo di inventare posti che non esistono. Chiediamo di stabilizzare quelli che esistono già. Se un posto esiste a settembre, viene coperto con una supplenza, serve fino a giugno e l’anno successivo ricompare perché la scuola ne ha ancora bisogno, dobbiamo avere il coraggio di dire che non si tratta più di un’esigenza temporanea, ma di un fabbisogno strutturale”.

La questione del sostegno

Uil Scuola ha poi affrontato il tema della continuità didattica: “Questo è particolarmente evidente sul sostegno. Da una parte parliamo, giustamente, di continuità didattica e del diritto dell’alunno con disabilità ad avere continuità nel rapporto educativo. Dall’altra manteniamo migliaia di posti in organico di fatto e ogni settembre ricominciamo con le nomine.

Per noi la continuità didattica non si garantisce con gli slogan o dando alle famiglie la possibilità di scegliersi il docente. Si garantisce anche stabilizzando i posti e le persone.

Prima ancora di parlare dei canali di reclutamento dobbiamo quindi porci una domanda, come sindacati, docenti e soprattutto come politica: qual è il reale fabbisogno della scuola italiana? Quanti sono i posti che definiamo formalmente temporanei, ma che nei fatti utilizziamo da anni?

C’è un dato che dovrebbe far riflettere: continuiamo a parlare di 200-250 mila posti precari, di cui almeno 100 mila sul sostegno”.

La disponibilità dei posti

“Non possiamo parlare seriamente di stabilizzazione se prima non affrontiamo il problema dei posti. Se non rendiamo disponibili tutti i posti necessari, possiamo avere anche dieci graduatorie, come in parte accade già oggi con i concorsi, ma continueremo ad avere gli stessi precari.

Bisogna partire da una programmazione degli organici basata sul fabbisogno reale, trasformare in organico di diritto i posti che rispondono a esigenze consolidate e costruire poi, su quei posti, un sistema di reclutamento stabile. Questo, per quanto ci riguarda, è il vero punto di partenza”.

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