Mario Pittoni, responsabile istruzione della Lega, è stato ospite sul canale YouTube di Orizzonte Scuola. Ha affrontato il tema del doppio canale di reclutamento, del futuro dei concorsi scuola dopo la fase Pnrr e della stabilizzazione dei precari: “Vi siete mai chiesti quale scopo abbia la cadenza annuale dei concorsi per insegnanti inaugurata con il PNRR, così come voluto dal Governo d’intesa con l’Europa?
Il dubbio è che serva soltanto a imporre velocemente una crocetta, altrimenti non si riesce a stare nei tempi. E questa crocetta fa il gioco di chi può far fuori i precari storici dopo averli a lungo sfruttati per risparmiare, perché non valuta adeguatamente l’esperienza.
Anche in passato i precari venivano sfruttati, ma poi lo Stato ne agevolava la stabilizzazione. Oggi, con i concorsi PNRR, siamo invece all’usa e getta”.
Il recupero degli idonei
Pittoni parla poi del terzo step del percorso verso il doppio canale di reclutamento: “Dopo aver recuperato gli idonei, che con il PNRR erano stati inizialmente cancellati, ora vogliamo evitare anche questo tradimento.
A questo serve il meccanismo di reclutamento dei docenti a doppio canale in costruzione, con la conversione delle GPS in GPSR, cioè Graduatorie provinciali per le supplenze e per il ruolo.
Gli idonei e i precari storici, le due categorie nel mirino di chi punta invece ad assumere chi costa meno, hanno tutto l’interesse a fare fronte comune.
Io per questo insisto e intervengo spesso in questi giorni, perché qualche idoneo ha lanciato messaggi che potevano mettere in difficoltà tutto il progetto.
La base per arrivare a un meccanismo a doppio canale, che tenga conto e rispetti tutte le graduatorie del precariato, è mettere tutti nella stessa condizione”.
Guerra tra poveri
Pittoni invita poi a fare fronte comune tra i precari: “Tutte le graduatorie vanno rispettate. Non ce n’è una più importante o più meritevole delle altre: vanno trattate nella stessa maniera.
Si deve chiudere con la fase delle famose guerre tra poveri, degli scontri perenni tra categorie e del parlare male gli uni degli altri.
Se il mondo della scuola è così debole nell’ultimo decennio è proprio perché, non sapendo fare fronte comune, la sua voce è flebile e fa fatica a farsi ascoltare”.
