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Precari scuola: stop ai concorsi fotocopia, esaurimento graduatorie e assunzione abilitati prima fascia GPS

Anche la Gilda con Vito Carlo Castellana è intervenuta su Orizzonte Scuola per parlare di doppio canale e trasformazione delle GPS in GPSR. Perché Gilda ritiene che il sistema attuale di reclutamento non sia più sufficiente? E quale dovrebbe essere il ruolo del servizio maturato dai precari?

L’ansia della nomina

“Non è facile, soprattutto vivere con l’ansia della nomina, con la mancanza di diritti. È un problema grave che ci portiamo dietro da oltre vent’anni e che non è mai stato risolto.

Abbiamo assistito a un susseguirsi di concorsi fotocopia, uno dietro l’altro. Soprattutto negli ultimi vent’anni si è fatto in modo che il mondo dei precari diventasse un bancomat: per i corsi di formazione, per gli enti di formazione, per i legali che propongono ricorsi. È ora di dire basta.

Dobbiamo fermarci e iniziare ad assumere sulla base di quello che già c’è. Ci sono graduatorie concorsuali in vigore che vanno esaurite. Ci sono colleghi abilitati in prima fascia, con esperienza, che devono essere immessi in ruolo.

Prima eliminiamo la piaga del precariato. Poi si potrà affrontare seriamente, per il futuro, il tema del reclutamento. Tutto questo deve coniugare la necessità di immettere in ruolo i colleghi con un reclutamento di qualità, perché abbiamo bisogno di docenti motivati, giovani e preparati.

Stipendi insufficienti

Fino ad ora quello che è stato fatto non ha funzionato. Non solo: è stato anche fonte di arricchimento sulla pelle di colleghi che vivono con uno stipendio base, spesso insufficiente, e che durante l’estate devono andare avanti con la disoccupazione. È una situazione indegna per uno Stato civile e ci indigniamo davvero troppo poco.

Se fossi al posto dei colleghi avrei manifestato da tempo. Non per il senatore Pittoni o contro questo governo, ma per quello che è successo negli ultimi vent’anni. Non si è fatto abbastanza per risolvere il problema.

Ora stiamo cercando finalmente di affrontarlo. Speriamo che questo percorso vada avanti: da parte nostra avrà il massimo appoggio. Perché se non interveniamo adesso, rischiamo di non farlo mai più”.

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