Il ministro Valditara annuncia nuove stabilizzazioni tra il personale docente per dare continuità ai risultati raggiunti negli ultimi anni dall’attuale dicastero. “Continueremo ad assumere -assicura Valditara – e sfido a trovarmi un governo di centrosinistra che ha assunto così tanti docenti e personale Ata”.
206mila assunzioni perfezionate
Valditara parte dai numeri, che raccontano di una forte contrazione del precariato nel mondo della scuola, grazie a stabilizzazioni che negli anni hanno raggiunto la soglia dei 206 mila assunti tra docenti e personale Ata. La cosa più importante, è che il ministro dell’Istruzione annuncia che le assunzioni non si fermeranno ma che proseguiranno nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Adesso bisogna però capire come: gli ultimi anni sono stati caratterizzati dalla necessità di rispondere ai precedenti impegni presi con Bruxelles in ambito Pnrr, e che hanno portato ai tre concorsi scuola consecutivi conclusisi solo prima dell’estate scorsa, e che hanno consentito all’Italia di perfezionare il target di 70mila assunzioni.
Ma è evidente come la soluzione dei quiz a crocette abbia manifestato tutti i suoi limiti negli ultimi anni, e il numero di supplenti che ogni anno siede dietro una cattedra ne è la testimonianza più diretta, così come le graduatorie sature in tutta Italia che faticano a essere smaltite.
In attesa del doppio canale
Per questo si sta ragionando su soluzioni alternative come il doppio canale di reclutamento docenti, che consentirebbe di affiancare allo strumento dei concorsi (possibilmente non più concorsone indiscriminati ma mini bandi mirati per specifiche graduatorie vacanti) le assunzioni da graduatorie provinciali per andare a premiare professionalità, esperienza e merito di tutti quei docenti che da anni lavorano con contratti a tempo determinato e aspettano di essere stabilizzati.
In questo senso si può contare sull’impegno di Mario Pittoni, responsabile istruzione della Lega, attivo sul doppio canale di reclutamento che potrebbe sbloccarsi con il via libera di Bruxelles alla trasformazione delle Gps in Gpsr, soluzione al vaglio proprio dell’Europa in queste settimane in quella che lo stesso Pittoni definisce il terzo e decisivo step.
