Scuola

Assunzioni docenti, proposta del doppio canale: concorsi e servizio senza graduatoria unica

Il Comitato Precari Uniti per la Scuola propone un sistema di reclutamento basato su un doppio canale, con l’obiettivo di superare la contrapposizione tra idonei dei concorsi e docenti precari con anni di servizio.

Il punto di partenza è netto: concentrare il confronto solo sulla posizione in graduatoria rischia di alimentare lo scontro tra categorie.

«Se il problema viene affrontato esclusivamente stabilendo chi debba stare davanti e chi dietro nella stessa graduatoria, il risultato rischia di essere inevitabilmente divisivo».

Secondo il Comitato, merito concorsuale ed esperienza di servizio possono convivere nello stesso sistema.

«Il superamento di un concorso è un elemento oggettivo di selezione. Il servizio pluriennale nella scuola è un elemento oggettivo di esperienza professionale».

La proposta del doppio canale

Il primo canale sarebbe riservato alle graduatorie derivanti dalle procedure concorsuali.

Il secondo dovrebbe valorizzare il servizio maturato dai docenti precari, sulla base di requisiti definiti e uniformi.

«Non sarebbe quindi una graduatoria unica a decidere quale componente debba prevalere sull’altra, ma due canali distinti concorrerebbero alla copertura dei posti disponibili».

L’obiettivo è evitare che una componente del precariato debba prevalere sull’altra.

«Non si tratta di stabilire chi abbia più diritto. Si tratta di riconoscere che merito ed esperienza sono entrambi elementi che possono concorrere al reclutamento».

Più assunzioni e posti stabili

Il Comitato lega il doppio canale anche alla disponibilità reale dei posti.

«Non è possibile affrontare stabilmente il precariato senza verificare quanti dei posti oggi coperti attraverso supplenze abbiano in realtà caratteristiche strutturali».

Tra le proposte indicate figurano più assunzioni in rapporto al fabbisogno, un canale per le graduatorie concorsuali vigenti, un secondo canale strutturale per valorizzare il servizio maturato nelle GPS e la trasformazione in posti stabili delle disponibilità che rispondono a esigenze strutturali.

Prevista anche una programmazione pluriennale del reclutamento costruita sul fabbisogno reale delle scuole.

Il Comitato riassume così il nodo del confronto:

«Una soluzione costruita soltanto sulla precedenza di una categoria rispetto all’altra non elimina il precariato: ne ridistribuisce semplicemente gli esclusi».

Da qui l’idea di due percorsi distinti, con regole definite e un obiettivo comune: ridurre in modo strutturale il precariato.

«Il problema non dovrebbe essere decidere quale precario debba arrivare prima. Il problema è fare in modo che il numero dei precari diminuisca realmente».

Lascia un commento