Sulle graduatorie degli idonei dei concorsi Pnrr resta ancora parecchia confusione. E, secondo Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e già presidente della Commissione Cultura del Senato, il problema riguarda anche una parte del fronte sindacale.
La confusione sindacale
“Qualche sindacato mi pare non abbia chiara la questione delle graduatorie degli idonei Pnrr”.
Il punto centrale riguarda il limite del 30%, uno degli aspetti più discussi del nuovo sistema di reclutamento. La soglia, spiega Pittoni, non distingue tra chi è già di ruolo e chi invece è ancora precario.
“Le graduatorie degli idonei Pnrr limitate al 30% danno accesso al 30% dei posti a bando previsti i primi tre anni sia per gli idonei Pnrr precari che per gli idonei Pnrr di ruolo”.
La precisazione serve a chiarire un equivoco che continua a riemergere nel dibattito. Il limite riguarda dunque l’accesso ai posti messi a concorso nel triennio previsto, senza differenze legate alla condizione lavorativa dell’idoneo.
Ma il sistema, nelle intenzioni del legislatore, non si esaurisce qui. A fare da contrappeso ci sono gli elenchi regionali, pensati per offrire un canale ulteriore agli idonei rimasti fuori dalle graduatorie nella misura del 30%.
“A compensazione gli Elenchi regionali, senza scadenza e con la possibilità di cambiare regione ogni anno, sono invece accessibili a tutti gli idonei precari”.
Elenchi senza scadenza
È questo il passaggio più rilevante. Gli elenchi regionali non hanno una scadenza e consentono ogni anno di scegliere una regione diversa. Un meccanismo che amplia le possibilità di assunzione per chi ha superato il concorso ma non è rientrato nella quota utile delle graduatorie.
Resta però una distinzione netta: il vantaggio degli elenchi regionali riguarda gli idonei precari. Ed è proprio su questo punto che si concentra il compromesso raggiunto a livello europeo.
Pittoni lo dice senza giri di parole: “È il massimo che si poteva ottenere dalla Commissione europea, contraria ad assegnare graduatorie ad esaurimento agli idonei Pnrr”.
Il limite, dunque, non sarebbe soltanto frutto di una scelta interna. Secondo la ricostruzione dell’esponente leghista, il margine di intervento era condizionato dalla posizione della Commissione europea, che non avrebbe accettato la trasformazione delle graduatorie degli idonei Pnrr in graduatorie a esaurimento.
Anche idoeni Pnrr 3 dal 2027
Il risultato è un sistema a due livelli. Da una parte le graduatorie degli idonei entro il limite del 30%, valide per una quota dei posti messi a bando nei primi tre anni. Dall’altra gli elenchi regionali, aperti agli idonei precari e senza una scadenza prestabilita.
Una soluzione che non cancella il problema degli idonei, ma prova a ridurre il rischio che il superamento del concorso resti senza conseguenze concrete. Ora sarà importante capire nei prossimi mesi quanti posti potranno davvero essere assorbiti attraverso le graduatorie e quanti, invece, passeranno dagli elenchi regionali. Dal prossimo anno, dal 2027, potranno partecipare agli elenchi regionali anche gli idonei del Pnrr 3, esclusi quest’anno.
