Concorsi scuola, Governo pensa a stop ai nuovi bandi se ci sono graduatorie ancora valide: priorità allo scorrimento degli idonei

Con la conclusione della fase Pnrr, legata agli impegni dell’Italia con l’Ue e che ha condizionato i bandi degli ultimi concorsi scuola (tre ravvicinati, l’ultimo concluso nei giorni scorsi con assunzioni a settembre e nel prossimo triennio) il mondo della scuola si interroga su quale direzione prenderà il ministero nei prossimi mesi.

La possibilità di sospendere o limitare l’indizione di nuovi concorsi nella scuola, quando per gli stessi profili professionali esistono ancora graduatorie valide, è stata presa in considerazione dal Governo.

L’obiettivo sarebbe quello di evitare la continua sovrapposizione di nuove procedure concorsuali e di dare maggiore spazio allo scorrimento delle graduatorie già esistenti, permettendo agli aspiranti che hanno superato un concorso, pur senza rientrare inizialmente tra i vincitori, di ottenere l’assunzione a tempo indeterminato.

Un impegno in questa direzione è stato inserito nell’ultima Manovra, con la previsione di valutare la sospensione o la limitazione di nuovi concorsi per quei profili già coperti da graduatorie vigenti. Si tratta, al momento, di un orientamento che dovrà essere tradotto in misure concrete, ma che potrebbe modificare sensibilmente il sistema di reclutamento dei prossimi anni.

Meno concorsi e maggiore utilizzo delle graduatorie

La questione interesserebbe in particolar modo gli idonei dei concorsi già svolti. Il riferimento è a chi ha superato tutte le prove ma non è stato immediatamente assunto per mancanza di posti disponibili.

Negli ultimi anni, molti docenti hanno dovuto partecipare a più procedure, spesso a distanza di pochi mesi, continuando nel frattempo a lavorare come supplenti e a preparare nuove prove scritte e orali. La ripetizione annuale dei concorsi, senza un adeguato utilizzo delle graduatorie precedenti, è stato il motivo principale di incertezza e di un elevato carico organizzativo sia per i candidati sia per l’amministrazione.

La priorità allo scorrimento potrebbe quindi consentire di coprire i posti disponibili utilizzando persone già selezionate, riducendo la necessità di indire continuamente nuove procedure per le stesse classi di concorso.

Gli idonei dei concorsi Pnrr

Un primo cambiamento è già avvenuto con il riconoscimento degli idonei dei concorsi collegati al Pnrr. Nei primi anni di validità delle graduatorie, una parte dei posti messi a disposizione può essere destinata anche ai candidati che hanno superato le prove senza risultare vincitori nel contingente iniziale.

Gli idonei possono inoltre accedere agli elenchi regionali, attraverso i quali potranno aggiornare periodicamente la scelta della regione e concorrere alle future assunzioni senza dover sostenere ulteriori prove concorsuali.

Il meccanismo riguarda anche gli idonei delle procedure avviate dal 2020 in poi e punta a recuperare candidati già valutati positivamente, evitando che il superamento di un concorso perda efficacia nel giro di poco tempo.

In una prima fase bisogna mettere in conto che gli elenchi regionali non potranno determinare automaticamente un elevato numero di immissioni in ruolo. Le assunzioni dipenderanno infatti dai posti effettivamente vacanti, dalle autorizzazioni annuali e dalla quota destinata alle diverse procedure di reclutamento.

Dopo i concorsi Pnrr potrebbero aumentare le assunzioni

Le prospettive potrebbero cambiare una volta concluse le procedure straordinarie legate al Pnrr. In assenza di nuovi vincitori da assumere prioritariamente, le amministrazioni potrebbero ricorrere in maniera più ampia allo scorrimento degli elenchi degli idonei.

Un precedente significativo si è verificato nel 2023, quando, non essendo ancora disponibili i vincitori dei nuovi concorsi Pnrr, è stato possibile procedere all’assunzione di migliaia di idonei del concorso ordinario 2020. Il numero complessivo dei docenti coinvolti è successivamente aumentato, mentre diverse graduatorie sono state progressivamente esaurite.

La limitazione di nuovi concorsi potrebbe quindi creare nuovamente condizioni favorevoli allo scorrimento, soprattutto nelle regioni e nelle classi di concorso in cui sono presenti posti vacanti e graduatorie ancora capienti.

Il doppio canale

C’è da capire poi cosa si deciderà, e se si deciderà, sul doppio canale di reclutamento, che affianchi alle procedure concorsuali un percorso di accesso al ruolo attraverso le graduatorie provinciali.

La proposta prevede la trasformazione delle GPS in graduatorie utilizzabili non soltanto per le supplenze, ma anche per le assunzioni a tempo indeterminato. Il sistema potrebbe riguardare sia il sostegno sia il posto comune e consentirebbe ai docenti precari con maggiore servizio e punteggio di concorrere stabilmente per il ruolo.