Trasformazione dei posti in deroga in cattedre di diritto di tipo pluriennali e introduzione di una specifica indennità di funzione per i docenti. La scuola deve rimanere un luogo di inclusione e convivenza, senza trasformarsi in uno spazio di selezione o separazione. Lo sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, intervenuto a Terrasini durante la seconda giornata della Scuola estiva del sindacato.
Cinquant’anni indietro
Secondo Pacifico, per migliorare concretamente il sostegno agli alunni con disabilità non serve tornare a modelli ormai superati. Occorre, invece, trasformare i posti in deroga in cattedre di diritto pluriennali e riconoscere una specifica indennità di funzione ai docenti impegnati sul sostegno.
«Il ritorno alle scuole speciali significherebbe tornare indietro di mezzo secolo», ha affermato il presidente dell’Anief, ribadendo che la scuola deve essere inclusiva e garantire a ogni alunno le condizioni necessarie per sviluppare pienamente le proprie capacità.
Chi considera la scuola un luogo di separazione commette un errore profondo. Lo Stato, infatti, ha il compito di tutelare la dignità di ogni studentessa e studente, rimuovendo gli ostacoli che possono limitarne la crescita personale, scolastica e sociale.
«Chi vuole tornare alle classi differenziate non sa che lo Stato ha il dovere di promuovere la dignità di ogni alunna e alunno», ha dichiarato Pacifico. L’obiettivo della scuola, ha aggiunto, deve essere quello di preparare ogni persona al migliore inserimento possibile nella società adulta.
Le priorità per i precari
Tra le priorità indicate da Pacifico la stabilizzazione dei precari, la trasformazione dei posti in deroga in posti a tempo indeterminato su base pluriennale e un maggiore riconoscimento economico per chi lavora con gli alunni con disabilità.
Anief ricorda inoltre che l’Italia ha superato il sistema delle classi differenziali con la Legge 517 del 1977 e quello delle scuole speciali con la Legge 104 del 1992, scegliendo un modello fondato sull’integrazione scolastica.
Fino a pochi decenni fa, la disabilità veniva spesso nascosta o ignorata. Negli ultimi anni, invece, sarebbe cresciuta la consapevolezza delle famiglie, anche grazie all’attività svolta dal mondo della scuola. L’aumento degli studenti con certificazione rappresenterebbe quindi anche il risultato di una maggiore attenzione ai bisogni educativi.
Il presidente dell’Anief ha però espresso preoccupazione per eventuali interventi di riduzione delle risorse. «Con la scusa del merito vogliono attivare una serie di tagli: è questa la verità e sarebbe una catastrofe», ha sostenuto.
Secondo il sindacato bisogna concentrarsi sulla lotta al precariato e sulla tutela della continuità didattica. Per Pacifico, entrambe le questioni passano necessariamente dalla stabilizzazione dei docenti: «Per salvaguardare il sostegno e la continuità didattica, la stabilizzazione diventa fondamentale».
