Concorsi

Doppio canale di reclutamento: a rischio per le richieste degli idonei di un trattamento di favore rispetto alle altre categorie

Sulla questione idonei dei concorsi, secondo Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e già presidente della Commissione Cultura del Senato, il risultato raggiunto finora resta legato a un equilibrio delicato, costruito nel confronto con Bruxelles.

Il recupero dell’idoneità

«L’interlocuzione del ministero dell’Istruzione per il recupero dell’idoneità dei docenti è stata condotta direttamente con la Commissione europea».

Il riferimento è al sistema dei concorsi Pnrr e alla possibilità di riconoscere uno spazio anche ai candidati che hanno superato le prove senza rientrare immediatamente nel numero dei vincitori.

Secondo la ricostruzione di Pittoni, il confronto europeo non è stato semplice.

«La Commissione europea, contraria all’idoneità insieme all’asse Pd-M5s, forte dei propri numeri nel passato Governo».

Sul piano normativo, il sistema degli idonei è stato effettivamente oggetto negli ultimi anni di diversi interventi legislativi, mentre i concorsi Pnrr sono rimasti strettamente collegati agli obiettivi e alle scadenze concordate con l’Unione europea. Il concorso Pnrr3 è stato bandito nel 2025 e le amministrazioni scolastiche stanno ancora pubblicando e integrando nel 2026 graduatorie ed elenchi degli idonei.

La soluzione individuata, sostiene Pittoni, ha avuto un limite temporale preciso.

«Il confronto con Bruxelles ha portato a una deroga per i concorsi varati entro il 31 dicembre 2025».

E aggiunge subito una precisazione tutt’altro che secondaria:

«È un’idoneità, quindi, ancora da consolidare».

Il rischio con Bruxelles

Da qui si comprende, nella lettura della Lega, anche la necessità di accelerare sul terzo concorso Pnrr.

«Per questo abbiamo dovuto far partire il Pnrr3 entro quella data, altrimenti si sarebbe tornati al meccanismo originario perdendo l’idoneità».

Il Pnrr3 è stato effettivamente bandito nell’ottobre 2025, con i decreti relativi a infanzia e primaria e alla scuola secondaria emanati prima della fine dell’anno.

Pittoni mette in guardia una parte degli stessi idonei dal chiedere ulteriori modifiche al sistema.

«Ora qualche idoneo ha cominciato a chiedere un trattamento di favore rispetto alle altre categorie».

Il rischio, secondo l’esponente della Lega, sarebbe quello di rimettere in discussione l’intero equilibrio raggiunto.

«Mettendo a rischio quanto conquistato gli ultimi tre anni e il progetto stesso di doppio canale di reclutamento degli insegnanti, utile a tutti».

È qui che il discorso si allarga. Non più soltanto gli idonei dei concorsi Pnrr, ma il modello complessivo con cui affrontare il precariato scolastico.

Pittoni insiste su un punto: chiedere ulteriori deroghe senza considerare il quadro complessivo potrebbe produrre l’effetto opposto a quello desiderato.

«Non rendendosi conto che così rende traballante la sua stessa idoneità».

Poi l’avvertimento, netto:

«E se salta nuovamente, non ci sarà un’altra occasione per recuperarla».

È una posizione che fotografa bene il terreno sul quale si sta muovendo il confronto: da una parte la richiesta degli idonei di ampliare ulteriormente le possibilità di assunzione, dall’altra il tentativo di mantenere il sistema entro i margini concordati con Bruxelles.

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