Concorsi

Nuovo concorso scuola: bando a fine anno, struttura regionale tra i 10 e i 20mila posti

Nel secondo semestre del 2026 dovrebbe essere bandito un nuovo concorso scuola. Lo scrive oggi il sindacato Asset Scuola, spiegando che il ministero starebbe pensando, nella fase post Pnrr, a una nuova procedura ordinaria che dovrebbe inaugurare il nuovo sistema di selezione a regime.

Struttura regionale

Secondo il sindacato, le prima anticipazioni parlano di un bando che dovrebbe prevedere tra le 10mila e le 20mila cattedre, da dividere tra i vari gradi scolastici e comprensivi sia di posti comuni che sul sostegno.

Tutte anticipazioni da confermare. La valutazione nasce anche dal presupposto che le immissioni in ruolo al 31 agosto 2026 sono state 37.430, lasciando una quota di posti non assegnata rispetto all’autorizzazione del ministero dal momento che, per alcuni insegnamenti e territori, le graduatorie utilizzabili risultavano esaurite.

Il bando dovrebbe prevedere un nuovo concorso a struttura regionale, con maggiori disponibilità che potrebbero concentrarsi nelle Regioni del Centro-Nord.

Nei giorni scorsi l’onorevole Pittoni, responsabile dell’istruzione della Lega, aveva parlato di mini concorsi mirati per le graduatorie vacanti, e di nessun nuovo concorsone.

In attesa del doppio canale

Per quel che riguarda i requisiti, in attesa del bando, si parla di possesso del titolo di studio previsto per la classe di concorso accompagnato dall’abilitazione. Per il sostegno servirà la specializzazione sul grado scolastico per cui si partecipa.

Per la scuola dell’infanzia e primaria servirà il possesso della laurea in Scienze della formazione primaria o un diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002. La strategia legata ai nuovi concorsi scuola sarà anche collegata alla volontà di istituire il doppio canale di reclutamento docenti, che dovrebbe consentire di affiancare alle procedure concorsuali anche le assunzioni da Gps, da trasformare in Gpsr, per dare una spallata concreta al problema della supplentite e del precariato che evidentemente, dati alla mano, le prove a crocette non sono state in grado di risolvere.

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