Graduatorie, Gps e supplenze

Laurea senza tutti i CFU: non è titolo pieno, per le supplenze non vale come requisito richiesto per la classe di concorso

Si moltiplica di giorno in giorno la pubblicazione degli interpelli da parte delle scuole che hanno difficoltà ad assegnare le cattedre ancora vacanti dopo i primi scorrimenti Gps che hanno portato alla pubblicazione di almeno due bollettini in quasi tutte le province. Alcune sono già al terzo bollettino, altre ancora più avanti ma in altri casi si è fermi ancora al primo bollettino, anche in grandi province come Napoli.

Le cattedre rimaste vacanti

In ogni caso, le scuole che non sono riuscite ad assegnare le cattedre mediante algoritmo Gps e graduatorie di istituto, devono fare ricorso agli interpelli, e si tratta di casi tutt’altro che isolati come dimostrano i tantissimi avvisi già pubblicati in questi primi giorni di scuola dai dirigenti scolastici delle scuole interessate.

Tutti i docenti interessati alle cattedre messe a disposizione con gli interpelli possono presentare la propria candidatura, ma bisogna tenere presente che i dirigenti scolastici dovranno dare priorità agli abilitati, agli specializzati e a chi possiede il titolo completo di accesso.

In questo senso, il possesso della sola laurea incompleta rispetto a tutti i CFU non basta come titolo pieno di accesso. I candidati che si trovano in questa situazione, non possono essere considerati in possesso del titolo completo richiesto per quella classe di concorso.

A parità di requisiti

La prima scrematura che fa il dirigente scolastico è quella di distinguere tra abilitati, aspiranti con titolo pieno di accesso e candidati che possiedono solo una parte dei requisiti.

Molto spesso si verifica la situazione per cui ci sono candidature di più candidati in possesso di stessi requisiti. In questo caso spetta al dirigente scolastico valutare ulteriori requisiti come l’eventuale svolgimento pregresso di servizio di insegnamento per la stessa o altra classe di concorso. Ma non capita di rado che alcuni dirigenti scolastici decidano di premiare il servizio specifico di chi ha già insegnato nella stessa scuola.

In virtù di tutte queste valutazioni, le scuole raccomandano di inserire nella domanda qualunque dato utile che possa servire a valutare la candidatura stessa, in modo da ottimizzare le proprie possibilità di convocazione.