L’abuso di contratti a tempo determinato, nella scuola così come in altri ambiti, dà diritto al risarcimento del danno ma non alla conversione in un contratto a tempo indeterminato, soluzione che consentirebbe di ridurre drasticamente il precariato tra docenti e personale Ata.
La conversione dei contratti
La legge non prevede che si possano convertire i contratti a tempo indeterminato, in virtù della norma costituzionale del concorso pubblico sancita dall’art. 97 Cost. che la Corte di Giustizia.
Si può però provvedere a un risarcimento di tipo economico in caso di reiterazione del contratto a tempo determinato, un abuso che configura un danno nei confronti del lavoratore. Lo precisa il tribunale di Milano, specificando che non è però possibile ricorrere alla norma di cui all’art. 28, comma 2, d.lgs. 81/2015.
I risarcimenti riconosciuti
Norma che in base alla sentenza 7 marzo 2018 C 494/2016 riconosce il diritto al risarcimento tra un minimo di 2,5 mensilità e un massimo di 12. Il docente precario, oltre al danno intrinseco nella sua condizione di lavoratore senza certezze a lungo termine, viene privato a differenza del lavoratore a tempo indeterminato di alcuni diritti tipici del docente di ruolo, come della mobilità, della conservazione del posto in caso di malattia, di un periodo di ferie retribuite. A questo si aggiunge l’assenza di certezze in ottica stabilizzazione mediante concorso. Tribunale di Milano Sentenza n. 4410/2025 del 16-10-2025