Supplenze Gps 2025: pochi posti disponibili in alcune province dopo le tante assunzioni da concorso, e nel 2026 sarà anche peggio

I concorsi scuola ravvicinati in ambito Pnrr, nonostante le critiche, porteranno in dote nei prossimi mesi un numero molto alto di assunzioni, Il Pnrr 1 è di fatto già concluso, il Pnrr 2 si avvia alla fine e all’orizzonte c’è il Pnrr 3 che verrà bandito a fine dicembre per rientrare negli accordi con Bruxelles, con prove che verranno poi messe in calendario a inizio 2026 in modo da consentire le assunzioni in vista dell’anno scolastico che si conclude nel 2027.

La situazione da Nord a Sud

A questo, va aggiunta la nuova normativa del decreto scuola che introduce l’integrazione al 30% degli idonei, ulteriore passaggio fondamentale vero l’aumento delle immissioni in ruolo. In altre parole, l’obiettivo è dare un duro colpo alla supplentite, riducendo al massimo possibile il numero di cattedre assegnate annualmente tramite algoritmo con incarichi a tempo determinato.

Una prospettiva che farà vedere i suoi effetti già a partire da quest’anno? E’ probabile di sì, anche se parzialmente. Sicuramente le tante assunzioni da concorso ridurranno la disponibilità di assegnazione di incarichi per supplenze da GPS. Ma come spesso accade nella scuola italiana, è difficile tracciare un profilo omogeneo da Nord a Sud, e nello specifico da provincia a provincia. Quindi la riposta è sì, sicuramente la prossima procedura di assegnazioni supplenze da gps sarà influenzata dalle tante assunzioni da concorso, ma molto dipenderà dalla singola provincia e più in generale dalla disponibilità iniziale e dai posti effettivamente vacanti.

Le prospettive tra 2025 e 2026

Cosa ci si deve aspettare quindi? In generale ci saranno alcune zone caratterizzate dalla disponibilità di un alto numero di supplenze, mentre in altre ce ne saranno molte meno. Situazione che sarà ancora più evidente il prossimo anno, quando le assunzioni completate anche da Pnrr 2 e Pnrr 3 potrebbero ridurre drasticamente le cattedre disponibili, anche con l’entrata a regime delle immissioni in ruolo al 30% degli idonei.

Se poi si dovesse davvero concretizzare il doppio canale di reclutamento in questi giorni all’esame della commissione Senato, ottenere una supplenza potrebbe diventare molto complicato. Una buona notizia per la salute della scuola italiana, meno per chi negli ultimi anni fa del precariato una condizione suo malgrado cronica.