Ritardo nei percorsi abilitanti docenti: ora diventano a rischio le assunzioni dei vincitori concorso PNRR

I ritardi accumulati nell’avvio dei percorsi abilitanti, sia per quel che riguarda il primo che il secondo ciclo, rischiano di avere una serie di ripercussioni per i docenti che devono conseguire l’abilitazione. Un discorso che vale per lo scioglimento della riserva valida per l’inserimento negli elenchi aggiuntivi alla coda della prima fascia Gps, ma anche per i vincitori dei concorsi Pnrr.

L’interrogazione parlamentare

Una situazione preoccupante, al punto che il deputato Caso ha ritenuto opportuno presentare un’interrogazione parlamentare per sottolineare il problema e chiedere chiarimenti dai Ministeri dell’Università e della Ricerca e dell’Istruzione e del Merito.

Il ritardo nei percorsi abilitanti mette a rischio la normativa in base alla quale i docenti vincitori, privi di abilitazione, hanno bisogno di completare la formazione entro luglio 2025. Ma i percorsi abilitanti sono stati caratterizzati da un avvio tutt’altro che regolare, in particolar modo per quel che concerne il secondo ciclo dei percorsi abilitanti. Le scadenza quindi sono più che mai a rischio.

A rendere il tutto ancora più preoccupante, il fatto che ci sia poca omogeneità a livello nazionale, con il rischio che si creino ingiustizie all’interno del territorio.

Poca omogeneità a livello nazionale

Secondo l’interrogazione parlamentare ci sono casi specifici degni di menzione e meritevoli di particolare attenzione da parte del ministero.

Ad esempio la classe di concorso A044 è interessata dalla mancata attivazione del percorso presso l’Università di Salerno, unico ente accreditato. C’è poi la classe A030, relativa all’insegnamento della musica, ancora in attesa delle linee guida operative, con il Conservatorio di Avellino che non ha avviato le iscrizioni.

Per questo l’interrogazione de Movimento 5 Stelle è finalizzato ad attivare in modo uniforme i percorsi formativi in tutta Italia. Allo stesso tempo, è necessario che si provveda ad ampliare l’offerta formativa disponibile, in modo anche da garantire il rispetto dei diritti di chi ha già prestato servizio nelle scuole.

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