Sono in corso i percorsi abilitanti docenti appartenenti al secondo ciclo, validi per l’anno accademico in corso. Partiti con enorme ritardo, sono riservati ai vincitori di concorso PNRR1. Ma anche ai candidati che vogliono far valere l’ormai decaduto requisito dei 24 CFU, e a quelli con tre anni di servizio, laureati o laureandi.
Riserva a rischio
E’ corsa contro il tempo per la loro conclusione entro il 30 giugno 2025, in modo da consentire lo scioglimento della riserva a chi si è inserito nell’elenco aggiuntivo di prima fascia GPS entro lo scorso 29 aprile.
In questo senso non sono poche le lamentele dei diretti interessati per le conseguenze del ritardo con cui sono stati avviati i percorsi abilitanti, la cui conclusione e conseguimento del titolo è in bilico mettendo i partecipanti in una situazione di svantaggio rispetto agli specializzandi del IX ciclo TFA sostegno e ai laureandi di Scienze della formazione.
Deroga improbabile
I percorsi abilitanti del secondo ciclo sono invece stati avviati ad aprile, il che rende strette le tempistiche di conclusione. A incrementare il senso di incertezza, il fatto che per i percorsi abilitanti ordinari il ministero non ha indicato alcun termine ultimo per la chiusura. Difficilmente quelli da 60 cfu si concluderanno entro il 30 giugno, soprattutto per quel che riguarda l’espletamento del tirocinio.
Restare fuori dall’inserimento nell’elenco aggiuntivo di prima fascia non facendo in tempo a sciogliere la riserva, sarebbe un danno e una beffa non da poco. Appare allo stesso tempo improbabile che il ministero conceda una deroga alla data del 30 giugno. Il fatto che quest’anno non ci sia l’aggiornamento biennale delle gps concede al ministero tempi più comodi per l’espletamento di tutte le procedure estive propedeutiche al prossimo anno scolastico. Una proroga, di fatto vanificherebbe questo piccolo vantaggio rispetto all’anno scorso e al prossimo, quando si riapriranno le gps.
Alcuni percorsi da 30 CFU hanno già fissato l’esame finale nelle prime settimane di luglio, cosa che esclude i candidati dalla possibilità di sciogliere la riserva.
