Dopo la lunga pausa per le festività pasquali e i ponti, riprende oggi la trattativa all’Aran tra ministero e sindacati per arrivare alla definizione del rinnovo del contratto scuola 2022-2024. Tanti i temi ancora da definire, a cominciare dagli aumenti di stipendio, questione sulla quale come spesso accade c’è la maggiore distanza tra richiesta e offerta.
Le basi della trattativa
Il ministero ha già comunicato ai sindacati le disponibilità economiche per gli aumenti medi mensili, che consentirebbero un incremento in busta paga per personale Ata e docenti di 142 euro (140 per Ata e 150 per i docenti).
L’obiettivo delle parti in causa è arrivare prima possibile alla definizione di un accordo che consenta poi a docenti e ata di riscontrare in busta paga i risultati degli aumenti sottoscritti. Al momento la trattativa è portata avanti sulla base di aumenti pari al 6% circa rispetto agli stipendi attuali.
Quando si considerano queste cifre, in ogni caso, bisogna ricordare che in parte sono già inserite in busta paga sotto forma di indennità di vacanza contrattuale.
Le altre questioni sul tavolo
Ma la trattativa non si basa solo sugli aumenti di contratto, e questo rende una definizione da parte dei soggetti in causa particolarmente complessa.
Si discuterà anche di nuovi profili professionali Ata, come l’operatore scolastico, il cui stipendio rispetto ai collaboratori viene ritenuto inadeguato rapportato alle mansioni da svolgere (25 euro in più), il welfare professionale da introdurre per via contrattuale, la mobilità del personale, il middle management.
L’obiettivo è definire il tutto prima della fine dell’anno, per poi dedicarsi, considerato che il contratto oggetto della trattativa si riferisce a un triennio già scaduto, al rinnovo successivo che potrebbe comportare ulteriori aumenti ancora da concordare.