Aumento stipendio docenti 2025: i 62 euro proposti già assorbiti per metà dall’indennità di vacanza contrattuale

Non si riprenderà subito dopo Pasqua con la trattativa per il rinnovo del contratto scuola relativo al triennio 2022-2024. La pausa per le festività vivrà di un’ulteriore coda in virtù della necessità dell’Aran di rimandare tutto al 7 maggio. Viene così meno l’appuntamento preso inizialmente per il 30 aprile.

Stipendi scuola indietro

Questo comporterà qualche giorno in più di riflessione in vista della ripresa delle trattative, con i sindacati che non sono soddisfatti delle proposte fatte dal ministero su diversi punti, in particolare sul tema dell’aumento degli stipendi.

La logica alla base delle richieste dei sindacati è la necessità di compensare la perdita di potere d’acquisto degli stipendi, che negli ultimi tre anni è arrivata a sfiorare il 18%.

Sono tanti i motivi che evidenziano l’inadeguatezza delle retribuzioni del personale scolastico, a cominciare dalla evidente disparità rispetto ai colleghi della pubblica amministrazione in Italia: docenti e ata in media percepiscono fino a 6.000 euro in meno all’anno rispetto ai colleghi di altri comparti pubblici.

Bisognerà però fare i conti con le risorse economiche disponibili per il rinnovo contrattuale, limitate.

In attesa del taglio del cuneo fiscale

Al momento si ragione sulla base di queste cifre: Ata 130 euro, docenti 150 euro, università 142 euro, enti di ricerca 211 euro. Per i sindacati, Anief in particolare, i 62 euro lordi medi di aumento previsti sono “del tutto insoddisfacenti”. Bisogna infatti partire dal presupposto che oltre la metà di questi importi è già presente in busta paga grazie all’indennità di vacanza contrattuale, cifra che non sta spostando di molto gli equilibri anche in virtù di addizionali regionali e dell’assenza del taglio del cuneo fiscale, previsto da gennaio ma ancora non inserito in busta paga. Non ci sono ancora comunicazioni ufficiali in merito, ma l’inserimento del taglio del cuneo fiscale, che porterebbe circa 80 euro in più in busta paga, comprensivo degli arretrati da gennaio 2025, dovrebbe essere inserito da giugno.

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