I nuovi Corsi Indire, appena sbloccati dalla pubblicazione da parte del ministero dei decreti attuativi, non partiranno prima di luglio. Lo sostiene oggi Tecnica della Scuola, spiegando anche il perché.
I prossimi passaggi burocratici
I prossimi passaggi burocratici prevedono una pausa in questi giorni, causata anche da una nuova settimana caratterizzata da un nuovo lungo ponte, quello del 1° maggio. Questo ci porta direttamente al prossimo lunedì, quando dovrebbe essere pubblicata una nuova nota ministeriale utile a sollecitare le Università interessate a candidarsi alla realizzazione dei corsi per le lezioni da svolgere. La nota del ministero conterrà anche la finestra temporale utile agli atenei per presentare le loro domande. Il ministero renderà noti anche i requisiti organizzativi per farlo.
Successivamente a questa fase, si potrà andare avanti con l’esame delle candidature degli atenei. A quel punto, cominceranno a essere emanati i primi bandi, che consentiranno ai candidati di iscriversi scegliendo tra Corsi Indire e corsi universitari.
In mezzo, un altro passaggio burocratico prevede il via libera della Corte dei Conti. In questo senso non c’è troppo ottimismo per quel che concerne la rapidità di questa operazione.
Via a luglio
Secondo la rivista specializzata sul mondo della scuola, i corsi non dovrebbero iniziare prima di luglio.
Come ha specificato lo stesso ministero nei decreti attuativi, i corsi dureranno almeno quattro mesi, il che significa che si farà appena in tempo a concludere gli stessi entro fine anno, consegnando alle scuole i primi specializzati con questo nuovo metodo.
Il vantaggio della coincidenza tra l’avvio dei corsi e il periodo estivo sta nel fatto che le attività formative degli insegnamenti si svolgeranno in modalità telematica, al 90% sincrona. Il decreto prevede infatti la modalità asincrona per una percentuale non superiore al 10 per cento delle ore previste per tali insegnamenti.