Dopo le vacanze di Pasqua e il lungo ponte del 25 aprile, con all’orizzonte quello del primo maggio, scatta ufficialmente il conto alla rovescia per l’avvio dei Corsi Indire per il sostegno, con la pubblicazione del decreto attuativo che consentirà poi quella dei bandi da parte di Indire e delle Università. Lo aveva annunciato nei giorni scorsi l’onorevole Pittoni.
L’obiettivo del ministero
A sbloccare a situazione il via libera da parte dell’Osservatorio per l’inclusione. Non c’è ancora una data precisa ma si può dire con certezza che nei prossimi giorni arriverà il bando utile a consentire al Ministero di raggiungere l’obiettivo prefissato con l’indizione di questo doppio percorso di specializzazione sul sostegno, ovvero specializzare circa 80 mila docenti.
I destinatari sono i docenti con almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi cinque anni e quelli che dispongono di un titolo di specializzazione all’estero in attesa di riconoscimento. Sono percorsi che puntano a specializzare docenti che hanno già dimostrato il loro valore in classe, con anni di insegnamento.
A livello di requisiti, serve il possesso di un titolo di studio valido per l’insegnamento nel grado scolastico di interesse.
Il futuro dei non specializzati
Una volta usciti i bandi, i candidati potranno scegliere tra i percorsi di specializzazione erogati da INDIRE o quelli organizzati dalle Università, sapendo che i primi non concederanno titoli dal valore universitario.
I Corsi Indire e universitari conferiranno ai partecipanti anche specializzazioni specifiche sulle singole disabilità. Il Ministero intende con questa iniziativa dire addio al fenomeno degli alunni con disabilità assegnati a docenti senza specializzazione. Nei prossimi anni i supplenti non specializzati molto difficilmente potranno accedere a incarichi stabili e sarà sempre più difficile essere convocati dalle GPS sui posti di sostegno.
